Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’inchiesta sui rifiuti ‘Vento di maestrale’ dopo aver portato al sequestro dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Casale Bussi e alle dimissioni di parte della classe dirigenziale, ora sembra abbia mandato anche in tilt l’organizzazione tecnico-amministrativa di Ecologia Viterbo (video: le balle di cdr accumulate).
Nonostante il forte impegno dimostrato da noi lavoratori nel continuare a far funzionare l’impianto di trattamento rifiuti per non causare disagi alla cittadinanza, durante il periodo in cui il capo-impianto e il direttore dell’impianto si trovavano agli arresti domiciliari, nessuno degli operai che lavora all’impianto di Casale Bussi ha ancora percepito lo stipendio del mese scorso.
Questo fatto potrebbe portare tutti i lavoratori dell’impianto ad incrociare le braccia e bloccare la linea produttiva, dato che fino ad ora nonostante le circostanze avverse eccezionali dell’arresto dei dirigenti, tutti quanti si sono prestati al massimo lavorando anche in orario straordinario pur di non creare un disservizio alla cittadinanza.
Nonostante lo sforzo dei dipendenti però, c’è rischio che anche la lavorazione vada in tilt. Il rischio è grosso e reale anche per via del superamento della capacità massima di accumulo delle balle di Cdr (Combustibile derivato da rifiuti).
All’interno dell’impianto di casale Bussi infatti non c’è più spazio per le balle di Cdr perché la quantità prodotta è ben superiore alla quantità di rifiuti lavorati che viene conferita ai termovalorizzatori. Ogni giorno più di 100.000 chili – ovvero l’equivalente di 100 balle di combustibile Cdr – vengono accantonati uno sopra l’altro nel piazzale e nel terreno su cui sorge Casale Bussi, l’impianto di trattamento rifiuti di Ecologia Viterbo.
I piazzali dell’impianto sono ormai al collasso e la preoccupazione di noi dipendenti cresce visto che i pochi dirigenti ancora in carica non sembrano in grado di prendere in mano la situazione.
La mancanza di un amministratore effettivo impedisce il pagamento delle bollette e degli stipendi, pertanto se a breve non avverrà uno sblocco noi dipendenti saremo costretti a proclamare uno sciopero che renderebbe sicuro il collasso dell’impianto con conseguenti gravissimi disagi per tutta la cittadinanza.
Il comitato Lavoratori Casale Bussi







