Tarquinia – Chi troppo vuole nulla stringe, dice un noto proverbio. C’è poi anche il caso in cui finisce per rimetterci, com’è successo a un’azienda agricola di Tarquinia.
La titolare è stata condannata in primo grado dalla Corte dei conti a pagare 20mila euro all’erario.
Motivo: contributi della Regione Lazio ottenuti indebitamente. Perché secondo la finanza di Tarquinia prima e la procura contabile poi, quella pioggia di fondi sarebbe stata off limits all’azienda tarquiniese.
La titolare fa domanda di accesso al contributo nel 2003, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale 2000 – 2006. Stando a quanto riportano le motivazioni della sentenza, il bando sarebbe stato destinato ad agricoltori “di primo insediamento”, cioè giovani imprenditori “che si insediano per la prima volta in qualità di capo di azienda agricola”. Non esattamente il caso della ditta tarquiniese: la titolare risultava iscritta alla Camera di commercio come coltivatrice diretta dal ’97 e aveva già avuto accesso ad aiuti comunitari: 8mila 800 euro nel ’99 e circa 400 euro nel 2000.
L’azienda, in pratica, avrebbe taciuto sulla sua attività già almeno quinquennale. Inoltre, puntualizzano i magistrati contabili, “risulta omessa l’avvenuta concessione di aiuti economici pubblici connessi con la precedente effettiva attività imprenditoriale agricola, elementi sufficienti ad escludere in radice la buona fede della convenuta, versandosi in fattispecie connotata da omissioni gravemente colpose”.
La titolare, quindi, dovrà pagare 20mila euro, più gli interessi. A meno che non faccia appello.
