Viterbo – “Dacci 50mila euro o ti veniamo a cercare… “.
Gli uomini della polizia di stato della squadra mobile della questura di Viterbo negli ultimi due giorni hanno notificato quattro avvisi di conclusione di indagini con contestuale avviso di garanzia a quattro persone per tentata estorsione in concorso ai danni di un commericalista viterbese.
Provvedimenti a cui si è arrivati dopo una lunga e riservata indagine condotta dalla squadra mobile di Viterbo, coordinata da Fabio Zampaglione, e iniziata lo scorso settembre 2014, quando il professionista, da quanto ricostruito, aveva ricevuto pressanti e minacciose richieste da parte di due persone residenti in provincia di Viterbo: i due, infatti, dopo essersi presentati nel suo studio gli avevano chiesto 50mila euro. Somma che, a loro dire, gli era stata rubata.
Oltre alla richiesta, avrebbero iniziato ad arrivare, sull’utenza dello studio della vittima, alcune telefonate in cui si intimava di elargire la somma richiesta altrimenti, l’interlocutore sarebbe arrivato a Viterbo con altre persone per risolvere la questione.
In una di queste conversazioni, l’interlocutore, per intimorire la vittima, avrebbe lasciato nella segreteria un messaggio, con un marcato accento calabrese in cui, secondo gli accertamenti, avrebbe detto “sono l’amico della Calabria, presto avrà mie notizie, ci vedremo, non si preoccupi”.
L’immediata indagine della squadra mobile di Viterbo ha permesso di cristallizzare importati indizi a carico di una coppia viterbese con la donna di origini calabresi. Dopo altri sviluppi investigativi, è emerso il coinvolgimento nella tentata estorsione dei parenti della donna, ai quali i viterbesi si erano rivolti per ottenere quanto richiesto.
Si tratta di due soggetti calabresi uno residente in Calabria e uno nel Nord Italia entrambi con precedenti penali per rapina e reati contro il patrimonio. Ne è emersa una dettagliata informativa di reato in base alla quale la procura della Repubblica di Viterbo ha indagato quattro persone per tentata estorsione in concorso.
Nei giorni scorsi sono stati notificati, due a Viterbo, uno nel Nord Italia e uno in Calabria, gli avvisi di conclusione delle indagini con contestuali avvisi di garanzia.
