Cellere – E’ finito a giudizio perché il depuratore non funzionava.
E’ iniziato ieri il processo a Leandro Peroni, ex sindaco di Cellere, imputato per gli scarichi non filtrati nel fosso Oppio.
La vicenda si trascina dal 2011: la finanza di Civitavecchia sequestra il depuratore di Cellere, inattivo da almeno tre anni. Nel registro degli indagati finisce l’allora primo cittadino per getto pericoloso di cose e gestione di rifiuti non autorizzata, per l’area attigua al depuratore adibita a discarica.
Ieri, prima udienza interlocutoria davanti al giudice Silvia Mattei, per l’ammissione delle prove.
L’avvocato di Peroni, Roberto Fava, ha depositato una serie di documenti tra cui la corrispondenza tra comune e Talete, il preventivo inviato da una ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori, i bilanci del comune, che aveva accantonato delle somme per far fronte alle spese di riparazione.
“L’amministrazione ha cercato di fare quello che poteva – spiega l’avvocato Fava -. Del resto, per un paese di poche anime come Cellere l’accollo delle spese per rimettere a posto il depuratore non sarebbe stato di poco conto, se ripartito tra i cittadini. Del problema avrebbe dovuto farsi carico Talete, una volta che il comune avesse ultimato il passaggio al gestore del servizio idrico. Ma la trattativa non andò in porto. Quindi Peroni ha dovuto aspettare di trovare i soldi per aggiustarlo”.
A maggio inizierà l’ascolto dei testimoni.

