Soriano nel Cimino – Un tubo di ferro sulle rotaie e il treno deraglia (fotocronaca).
E’ il 7 maggio 2011. Un convoglio della Roma – Civita Castellana – Viterbo perde aderenza con i binari: almeno due carrozze finiscono inclinate, lungo la scarpata laterale. Due passeggeri restano feriti.
L’indagine del pm Renzo Petroselli arriva a un trentottenne viterbese. Per la procura è responsabile di disastro ferroviario e attentato alla sicurezza dei trasporti. Ma anche di furto aggravato: proprio attraverso una delle ordinarie scorrerie dei ladri di oro rosso, che rubano rame dai binari delle ferrovie, gli inquirenti identificano l’imputato, incolpandolo sia del furto di rame che del deragliamento.
Sarebbe stato lui, quindi, dopo il furto, a lasciare quel tubo di ferro sulle rotaie. Questa, almeno, è la tesi del pm. Ma la sentenza non arriverà a breve.
Ieri mattina, il processo aperto davanti ai giudici viterbesi ha fatto un balzo all’indietro. L’avvocato del presunto attentatore, Gaia Cossio Di Codroipo, ha fatto notare che la notifica del decreto di fissazione dell’udienza preliminare era arrivata fuori termine.
Il presidente del collegio Eugenio Turco ha azzerato tutto: il fascicolo dovrà tornare al gup per celebrare nuovamente l’udienza preliminare. Solo ad avvenuto rinvio a giudizio, si riaprirà il processo a carico del 38enne. Ma se il giudice ravviserà estremi di proscioglimento, la parentesi giudiziaria del presunto attentatore potrebbe chiudersi anche prima del processo.
Il treno deragliò in località Fornacchia verso le 20. Le conseguenze, per fortuna, non furono gravi: dei due passeggeri feriti, uno riportò lesioni alle costole per il contraccolpo. Sul posto arrivarono 118, vigili del fuoco e carabinieri. La linea ferroviaria restò bloccata: ci vollero più di tre giorni per riposizionarlo sui binari e una settimana per far ripartire il servizio regolarmente.




