Roma – La crescita dell’occupazione registrata nel mese di aprile è stata accolta positivamente dal mondo politico ed economico italiano. Ma la rilevazione Istat di alcuni aspetti specifici del mercato del lavoro testimonia come la strada per il pieno recupero è ancora lunga.
In Italia ci sono oltre 3,5 milioni di persone che, pur essendo disponibili a lavorare non cercano impiego, 1,6 milioni dei quali perché scoraggiati. E’ questo quanto emerge dalle tabelle Istat sul primo trimestre 2015, secondo cui ci sono anche 3,3 milioni di disoccupati. Nel complesso le persone senza occupazione ma disponibili sono quasi sette milioni.
Se infatti nel primo trimestre dell’anno sono aumentati gli occupati (133mila in più rispetto al primo trimestre 2014), sono cresciute anche le forze di lavoro “potenziali”. Che sono le persone formalmente inattive ma pronte a uscire dall’inattività.
Preoccupazione soprattutto tra i giovani, anche se laureati. Oltre 3 milioni sui 7 analizzati sono persone con meno di 35 anni. Inoltre, secondo l’Eurostat, meno della metà dei laureati risulta occupato entro i tre anni dal conseguimento del titolo. Una percentuale di quasi trenta punti inferiore alla media europea. Fa peggio solo la Grecia.
