Viterbo – Arturo Vittori “trasforma” l’aria in acqua. Uno dei nuovi progetti dell’architetto viterbese ideatore di Fiore del cielo ha preso vita. Si chiama Warka water e riesce a produrre acqua strappandola all’aria.
La sua ideazione risale al 2012. E’ una torre a forma di vaso alta circa dieci metri, dal peso di sessanta chili. Ed è capace di raccogliere 95 litri d’acqua potabile al giorno.
All’esterno, una custodia consente all’aria di passare, mentre all’interno una rete di nylon raccoglie le gocce di rugiada in superficie. La differenza di temperatura fra giorno e notte crea la condensa che scivola in un contenitore e l’acqua arriva a un rubinetto attraverso un tubo.
Il primo prototipo di Warka water è stato installato in Etiopia. All’inaugurazione di questa rivoluzionaria torre, ispirata alla natura e antiche pratiche e realizzata con la collaborazione degli abitanti, ha partecipato anche l’ambasciatore italiano Giuseppe Mistretta.
In molte regioni del mondo l’accesso all’acqua è un problema enorme, con ripercussioni sia sociali che economiche. Molto spesso la creazione di pozzi per raggiungere le falde nel sottosuolo si rivela quasi impossibile. Per cercare di risolvere questo problema, Vittori e i suoi collaboratori hanno messo a punto il progetto. La realizzazione di un’unità richiede la partecipazione di 6 persone in appena 4 giorni senza bisogno di energia elettrica o complessi strumenti, il tutto a un costo inferiore ai 1000 euro. Uno degli obiettivi di Warka water è di integrare anche le tecniche e gli strumenti locali di costruzione in modo di dare vita a una comunità di costruttori che possano costruire nuove torri e curarne la manutenzione.
Dopo le prime fasi di test a Bomarzo e una raccolta fondi online, la prima Warka water è stata quindi installata in un villaggio in Etiopia per fornire acqua agli abitanti del villaggio di Dorze.


