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Gang delle rapine in sala giochi, Puglisi: “Sono innocente”

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Marco Puglisi

Marco Puglisi 

Perugia – “Completamente estraneo alla vicenda”.

Marco Puglisi quasi cade dalle nuvole. Il 35enne viterbese residente a Perugia, indagato per le rapine a mano armata di notte nelle sale giochi si dice innocente.

Dopo la notizia dell’avviso di chiusura dell’inchiesta, notificato a lui, alla fidanzata Manuela Iamunno e ai due pluripregiudicati Michele Flemma e Gabriele Pompili, Puglisi ha inviato una lettera ai giornali, per sottolineare “di non comprendere in che modo possa essere stato coinvolto”. 

“Proprio a tal fine – continua – ho già provveduto a incaricare un legale di mia fiducia, per dimostrare l’estraneità ai fatti riportati, nonché alla partecipazione a tale banda criminosa, che l’educazione da me ricevuta ha sempre condannato”.

Puglisi è indagato per due rapine in sala giochi e una in un’agenzia di scommesse. Fatti risalenti al 2013. Secondo la squadra mobile di Perugia, il 35enne viterbese riceveva le telefonate della fidanzata, una 39enne residente a Bastia Umbra, che avrebbe agito da “talpa”: lavorando negli esercizi commerciali nel mirino dei rapinatori, poteva segnalare loro il momento più opportuno in cui colpire, in genere a tarda notte se non all’alba, quando il locale si era svuotato. A quel punto, stando alle indagini, la giovane donna mandava un sms al fidanzato che, a sua volta, contattava i due pluripregiudicati.

La polizia è risalita prima a Flemma e Pompili che, accettando di collaborare, avrebbero fatto i nomi di Puglisi e della fidanzata.

Il 35enne viterbese, adesso, è preoccupato per il ritorno di immagine che la notizia avrà su di lui e sulla sua famiglia. “Mio padre ha incarichi di particolare importanza su un’azienda di rilevanza nazionale – si legge, ancora, nella lettera -, mentre io svolgo con competenza e professionalità un onesto lavoro, che mi porta in contatto costante col pubblico. E’ indubbio che la divulgazione del mio nome e cognome nonché di una mia foto, ben visibile tra l’altro, determini dei gravi pregiudizi nei miei confronti, che non potrebbero essere sanati neanche a seguito della dimostrazione della mia assoluta innocenza”. Innocenza che Puglisi è certo di poter dimostrare.


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