Viterbo – (f.b.) – Gianfranco Fiorita a settembre di fronte al giudice.
E’ slittato l’interrogatorio da parte di accusa e difesa del dentista viterbese imputato di appropriazione indebita. Il processo è ormai agli sgoccioli, ma ieri il giudice Eugenio Turco, su richiesta sia degli avvocati della parte civile che del legale di Fiorita Roberto Alabiso, ha rinviato l’udienza a dopo l’estate.
Tutto iniziò con la fuga del professionista il 14 ottobre del 2010. Di punto in bianco, senza avvisare e senza spiegarne il motivo, il dentista non si fece più trovare. I soci dello studio, che da poco erano entrati in affari con lui, persero le quote versate per l’ingresso nella Dental Action, di cui Fiorita era titolare. I pazienti, invece, si ritrovarono con i lavori ai denti a metà e, la maggior parte, anche con le rate da pagare visto che il dentista aveva proposto loro di accendere prestiti con le finanziarie per saldare le cure.
Il pm Stefano D’Arma gli contesta un’appropriazione indebita da circa 660mila euro: la somma, appunto, delle quote versate dai soci e dei soldi incassati dalle società di finanziamento. Lui, invece, sostiene di esser stato costretto a scappare perché vittima di estorsione e che, in quei quasi quattro anni trascorsi principalmente in Paraguay, avrebbe vissuto arrangiandosi proprio perché senza soldi.
In aula, dal 2012 ad oggi, sono sfilati decine e decine di testimoni. Del resto 61 sono soltanto le parti civili nel processo, mentre il totale delle persone offese arriva a quota 79.
Dopo la pausa estiva, nell’udienza fissata per i primi di settembre, mancherà l’ascolto di una testimone e l’esame di Gianfranco Fiorita che sarà interrogato dal pm, dalle parti civili e dal suo avvocato di fronte al giudice. Poi non resterà che la discussione e la sentenza.
