Viterbo – Non c’è pace a palazzo dei Priori.
La crisi nonostante il lungo ponte del 2 giugno, non si prende una pausa. Perché una soluzione ancora non c’è e nemmeno si vede. Posizioni distanti.
Il sindaco Michelini è fermo sulla sua posizione: giunta a sette. Come dichiarato, nel caso in cui Alessandra Troncarelli (Pd) non dovesse firmare per accettare la delega ai Servizi sociali, si va avanti in sei. Fino allo scoglio del bilancio.
Solo che nel Partito democratico non la pensano esattamente allo stesso modo. Se gli assessori devono rimanere sette, i consiglieri Democratici vicini al capogruppo Serra chiedono che per riequilibrare le posizioni troppo sbilanciate verso i Popolari, la carica di vice sindaco passi da Luisa Ciambella ad altra persona di maggiore gradimento.
Michelini nei giorni scorsi sosteneva che una simile richiesta non gli fosse ancora stata formulata. Da ieri non più. Sarà stato senz’altro informato.
In mattinata si è incontrato con Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd, in un bar del centro.
Panunzi è vicino a Troncarelli ed è riferimento dei sette consiglieri Pd.
Nel pomeriggio altri contatti per il primo cittadino. Tante ragioni per riflettere in questa giornata di festa.
O giunta a sette con un passo indietro di Ciambella o in alternativa, una giunta con otto assessori. Di cui cinque al Partito democratico.
La novità su questo fronte è che a chiedere una squadra a otto non è una parte del Pd, ma tutti i consiglieri e non solo.
Pure i Popolari puntano a un assessore in più rispetto a quelli annunciati da Michelini. In questo modo possono sperare di mantenere la posizione di vice sindaco.
E la presidenza del consiglio? Dettagli. Non è sulla scelta Pd sì o Pd no, Serra o il resto del mondo al posto di De Alexandris, che si gioca la partita politica. Contano i numeri.
Giuseppe Ferlicca
