Viterbo – “I figli sono un’opera d’arte da preparare alla vita”.
Crescere i ragazzi eliminando il disagio e le paure che sempre più spesso si diffondono nella società e li rendono più fragili e deboli. E’ questo l’obiettivo con cui nasce, per il primo anno, il Festival dell’educazione inserito nell’ambito di Caffeina.
Una dieci giorni di incontri, a palazzo dei Papi, curati da Rosanna Schiralli e Ulisse Mariani, con ospiti di eccezione: dalla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, passando per Mogol per arrivare al magistrato Gherardo Colombo e lo chef Marco Bianchi.
Esperti nei diversi settori che vanno dall’alimentazione, alla musica, alla scuola, con lo scopo di risvegliare le coscienze di chi ha in mano il futuro dei ragazzi di oggi che saranno gli uomini di domani.
“Il festival – dice Rosanna Schiralli – nasce con l’obiettivo di avvicinare all’educazione emotiva che, con la mia equipe, perseguiamo da anni. Nell’ambito delle relazioni genitori-figli e docenti-alunni, la situazione sta precipitando e ogni anno di più aumenta il disagio dei bambini e dei ragazzi. Vogliamo invertire questa rotta e sensibilizzare chi opera in questo campo”.
Dopo anni di tentativi, il progetto ha visto la luce. “Ci siamo rivolti a Caffeina illustrando quello che avevamo in mente. Finora, non ci sono state iniziative del genere, se non limitate a piccole esperienze sui territori. Siamo grati che Caffeina ci abbia aperto le porte, concedendoci una location ad hoc e cioè il palazzo dei Papi. Vogliamo che sia la prima di tante edizioni dedicate a genitori e operatori nel settore dell’educazione”.
Il 26 giugno apre il ciclo la ministra Stefania Giannini. “Con lei avremo un confronto che sarà utile a comprendere certe dinamiche legate all’istruzione. Per il rapporto genitori-figli, ci sarà lo psico-terapeuta e ricercatore Alberto Pellai che si occupa della prevenzione in età evolutiva. Abbiamo invitato anche Alain Goussot, che ha la cattedra di Pedagogia a Bologna, ed è uno storico filosofo che porta avanti una battaglia sulla tendenza, che si è diffusa negli ultimi anni, di mettere delle etichette diagnostiche agli alunni che hanno delle difficoltà. Per lui, sono troppe e non fanno che invertire la rotta, conquistata a fatica negli anni ’70, di essere più attenti alla dimensione psicologica dei giovani. Avremo poi lo psicologo e direttore dell’istituto di Ortofonologia di Roma Federico Bianchi”.
Ma la lista è ancora lunga. “Ci sarà la presidente dell’Invalsi Anna Maria Aiello, lo psicologo Osvaldo Poli con un intervento sulle mamme che amano troppo, e Mario Polito che parlerà di come comunicare coi figli aggressivi, timidi e apatici. La dottoressa Mari, poi, terrà un incontro dal titolo “Lo strano caso dei compiti a casa”. E’ stato organizzato un laboratorio, con genitori e insegnanti, con delle simulazioni sull’educazione emotiva, in cui si spiegherà in cosa consiste il rispecchiamento nella relazione con un figlio e con un alunno. Vogliamo trasferire le ultime scoperte nell’ambito della neurofisiologia sul piano emotivo e per tutto il festival proveremo a far capire l’importanza dell’educazione emotiva e di come sia un vero e proprio vaccino per il disagio dei bambini”.
Spazio alla didattica delle emozioni. In ogni campo. “Ospiteremo Gherardo Colombo, magistrato del pool di Mani pulite, che parlerà dell’educazione alla legalità, poi Mogol nell’incontro “Pensieri e parole nel terzo millennio, la musica e la poesia come dimensioni educative” e quindi Marco Bianchi, il cuoco per passione molto amato dai giovai, che fa parte della fondazione Veronesi. Proprio lui terrà show-cooking e un intervento dal titolo “Io mi voglio bene” sull’educazione alimentare. Infine, due pomeriggi saranno dedicati a dei forum, con una ventina di iscritti, tra cui associazioni, scuole e singoli che spiegheranno cosa per loro sono le buone pratiche”.
Ogni giorno, per l’intera durata del festival, ci saranno due eventi, uno dalle 17 alle 18,15 e un altro dalle 18,45 alle 20,15. “Vogliamo risvegliare le coscienze. Tutte. Credo, infatti, che i ragazzi siano patrimonio dell’umanità, come opere d’arte, e ce ne dobbiamo occupare. Dobbiamo proteggerli, senza però renderli dei bamboccioni, ma facendoli diventare autonomi e sicuri. Nel mio intervento, in programma il primo giorno, dal titolo “Come prepariamo i figli, la valigia della sicurezza”, voglio dire a educatori, genitori e docenti in cosa consiste questo bagaglio, che tipo di attrezzatura c’è dentro e quali vaccini sono necessari perché i nostri giovani possano decollare, senza le paure e le fragilità oggi più diffuse. Il festival – conclude Schiralli – vuole cambiare la situazione attuale in cui c’è troppa inconsistenza. Proveremo a fare qualcosa”.
Paola Pierdomenico

