Viterbo – (m.l.r.) – Gli insetti? Una prerogativa della Società umanitaria. Almeno ad Expo.
La Società umanitaria, un ente che si occupa anche di alimentazione sostenibile, coordina alcuni gruppi di ricerca, tra cui quello dell’Unitus, che stanno lavorando alla stesura del libro bianco sugli insetti. E attualmente sono all’esposizione di Milano nel future food district. Del gruppo dell’università della Tuscia fanno parte i prof e ricercatori Anna Maria Fausto, Marzio Zapparoli, Romolo Fochetti, Pier Paolo Danieli, Stefano Speranza e Riccardo Primi.
La sfida di Umanitaria è rendere possibile l’aumento della produttività alimentare per mezzo di sistemi alimentari ovunque sostenibili. Secondo la Fao gli insetti potrebbero avere un ruolo importante sia nell’alimentazione umana che in quella animale. Secondo alcune stime infatti nel mondo sono quasi duemila le specie di insetti commestibili di cui si cibano circa due miliardi di esseri umani.
Ma a Expo per poter cucinare o far assaggiare gli insetti è necessario ottenere permessi al ministero della salute e l’autorizzazione alla commissione europea. E al momento l’unica ad aver ottenuto tutti i permessi è proprio la società umanitaria che a breve realizzerà la prima degustazione italiana.
Perché non solo non si possono degustare insetti senza autorizzazione ma non è possibile nemmeno esporli. Gli insetti rientrano nel “Novel food” per il quale non è sufficiente ottenere una semplice deroga come quella chiesta dal Giappone per introdurre il velenosissimo pesce palla.
E che gli insetti siano un’esclusiva della società umanitaria l’hanno scoperto, a loro spese, i padiglioni di Olanda e Belgio che mercoledì si sono visti arrivare i veterinari della Asl e i funzionari del ministero della salute con tanto di sigilli. Ai due padiglioni sono stati sequestrati gli insetti che erano stati utilizzati per una degustazione. Ed è stato intimato di sospendere gli assaggi e i laboratori sugli insetti.
