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Interrogatorio di fronte al giudice per Gianfranco Fiorita

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Il dentista Gianfranco Fiorita

Il dentista Gianfranco Fiorita 

Viterbo – (f.b.) – Interrogatorio di fronte al giudice per Gianfranco Fiorita.

E’ arrivato alle battute finali il processo per appropriazione indebita al dentista di Viterbo che, il 14 ottobre del 2010, sparì dalla circolazione lasciando di punto in bianco clienti ed ex soci. Il professionista dopo quasi quattro anni passati all’estero è tornato in città di sua spontanea volontà il 1 settembre del 2014. Ad attenderlo a Fiumicino c’era la polizia che lo ha portato dritto a Mammagialla.

Ma dopo qualche giorno di carcere e qualcun altro di arresti domiciliari ora Fiorita è di nuovo libero. E combattivo.

Nei mesi scorsi ha tenuto prima una conferenza stampa nello studio del suo legale, Roberto Alabiso, per raccontare la sua versione dei fatti; poi ha spiegato più o meno le stesse cose anche al giudice Eugenio Turco con delle spontanee dichiarazioni, documenti alla mano.

Durante la sua assenza in tribunale sono già sfilati decine e decine di testimoni. Il processo coinvolge 79 parti offese, 61 delle quali si sono costituite parte civile. All’appello manca una sola teste e, appunto, l’interrogatorio dell’imputato da parte del pm e della difesa. Il tutto è in calendario per oggi mercoledì 3 giugno.

Gianfranco Fiorita, secondo l’accusa del pubblico ministero Stefano D’Arma, sarebbe sparito con 660mila euro. Un “bottino” messo da parte consigliando ai suoi pazienti di pagare le cure dentistiche con dei finanziamenti. In questo modo lui avrebbe incassato subito il totale, mentre gli assistiti versavano piccole quote a rate. A questi soldi sarebbero da aggiungere anche le caparre versate dai soci della Dental Action, di cui Fiorita era titolare, pagate come somma di ingresso in società.

Diametralmente opposta la versione del dentista, che sostiene di esser stato costretto a scappare in Bolivia, perché vittima di estorsione, con poco più di 700 euro in tasca e che, prima di riuscire a risollevarsi, avrebbe vissuto mesi e mesi di indigenza.

Se non ci saranno rinvii o intoppi di qualche tipo, dopo l’udienza di oggi 3 giugno non resterà che fissarne un’altra, l’ultima, per la discussione.


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