Marta – Riceviamo e pubblichiamo la lettera invita ai consiglieri regionali Valentini e Panunzi, al presidente della provincia Mazzola e al sindaco di Marta – Certamente non tutti i cittadini del Lazio sanno che la sagra nacque quasi per gioco e solo per favorire la vendita per far avere nozione di un pesce d’acqua dolce poco conosciuto e soprattutto poco commercializzato, come il lattarino (della famiglia Atherina boyeri).
Altri comuni e frazioni nel Lazio ci hanno preso a modello, prendendo l’idea e spunto dalla “nostra” sagra. Questo è un encomio e un riconoscimento a tutti quelli che nel lontano 1976, hanno creduto in questa bellissima manifestazione scaturita dagli allora giovani martani.
E’ d’obbligo però cercare di non fermarsi alla sola manifestazione che attira migliaia di turisti e ospiti di ogni dove per la manifestazione, ma dovremmo fare di più per tutelare questo pregiatissimo pesciolino, che vive abitualmente nelle acque profonde del lago e si avvicina a riva soltanto a primavera.
La pesca di questo delizioso pesce è effettuata con speciali reti (retini o artavelli) nel periodo che va da maggio a settembre, da un folto nucleo di pescatori professionisti (circa 120) del paese di Marta, che sono la moltitudine dei pescatori del lago di Bolsena.
Con la presente il circolo culturale “Alberto Lisoni”, essendo il promotore da quaranta anni della sagra del Lattarino, ormai conosciuta in tutto il territorio nazionale e non solo, chiede che sia riconosciuta la denominazione d’origine protetta del lattarino del lago di Bolsena. Il perché è presto detto.
A differenza dei lattarini degli altri laghi d’Italia sia centrale (Albano, Bracciano, Vico, etc.) che del nord, il nostro pesce è diverso, sia per dimensioni (massimo 12 cm) sia per commestibilità. Questo è dovuto alle profonde acque del lago di Bolsena e non solo, poiché essendoci un ricambio continuo tramite l’emissario fiume Marta che sbocca direttamente nel mar Tirreno, il lattarino, ha la possibilità di ossigenarsi quotidianamente.
Sopratutto queste qualità di sapore e delicatezza sono dovute alle qualità batteriologiche delle acque del lago contadino e per queste specificità il pesce assume dimensioni più grandi dei lattarini degli altri laghi e maggiore commestibilità. Certamente con il riconoscimento da parte della regione Lazio della Dop per il lattarino del lago di Bolsena si darà maggiore possibilità di occupazione e di economia, essendoci la possibilità di organizzare una commercializzazione diretta del prodotto protetto.
Tutto ciò serve a designare il prodotto alimentare originario di tale regione e del determinato lago di Bolsena, la cui qualità e le cui caratteristiche è dovuta essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico e la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.
Detta trasformazione potrebbe avvenire anche tramite la cooperativa di pescatori presente nel territorio, essendo già impegnata a portare avanti l’Incubatoio ittico “Madonna del Monte” presente nel Comune di Marta nei locali di proprietà dello stesso Comune.
L’ambiente geografico comprende sia fattori naturali quali caratteristiche ambientali, come detto sopra e clima, sia fattori umani quali tecniche di produzione tramandate nel tempo, che, armonizzati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori della nostra determinata zona produttiva.
Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un’area geografica delimitata ed esattamente quella del Lago di Bolsena in provincia di Viterbo nella Regione Lazio. Certo del vivo interessamento dei consiglieri cui è indirizzata detta richiesta, si chiede l’impegno affinché sia adottata dal consiglio regionale del Lazio la nostra denominazione d’origine protetta del Lattarino del lago di Bolsena.
Pur sapendo che ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) numero 510/2006, “per beneficiare di una denominazione d’origine protetta, un prodotto agricolo o alimentare deve essere conforme ad un disciplinare”. Ai sensi dell’articolo 5, “la domanda di registrazione può essere presentata esclusivamente da un’associazione”.
L’associazione, circolo culturale “Alberto Lisoni” può presentare la domanda di registrazione solo per i prodotti agricoli o alimentari che essa stessa produce od elabora. La domanda di registrazione della dop è inviata allo stato membro sul cui territorio è situata la zona geografica, per questo si chiede il supporto della Regione Lazio con i successivi atti amministrativi necessari per il riconoscimento. Si ringrazia sin d’ora quanto sarà nelle possibilità amministrative di Riccardo Valentini ed Enrico Panunzi, del presidente della Provincia Mauro Mazzola e del consiglio comunale di Marta.
Giuliano Rocchi
Presidente circolo culturale Alberto Lisoni (Marta)
