Viterbo – Anche Daniele Narcisi torna libero.
Era l’unico responsabile di Ecologia Viterbo, tra gli arrestati di “Vento di maestrale” che non aveva ancora avuto notizie dal tribunale del riesame.
Il provvedimento gli è stato notificato stamattina: come per gli altri, revoca dei domiciliari e annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare che lo aveva mandato agli arresti, nell’ambito dell’inchiesta sui servizi carenti pagati a peso d’oro.
Due i filoni dell’inchiesta che ha preso il nome di “Vento di maestrale”. Quello sul contratto di nettezza urbana tra comune di Viterbo e la società Viterbo Ambiente, dove il comune, secondo gli inquirenti, avrebbe pagato per un servizio appositamente mantenuto di bassa qualità per risparmiare e pompare i guadagni.
Mentre l’altro è il filone di Narcisi & co.: fiumi di denaro – nell’ordine di milioni di euro, secondo le indagini – a Ecologia Viterbo per un trattamento dei rifiuti blando e quasi inesistente. Concepito, anche in questo caso, secondo la logica del massimo risparmio e massimo guadagno.
Narcisi è assistito dall’avvocato Roberto Massatani. Il responsabile di Ecologia Viterbo era stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture insieme ai quadri dirigenziali dell’azienda: Massimiliano Sacchetti, Massimo Rizzo e Francesco Zadotti, ritenuto l’amministratore di fatto di Ecologia Viterbo, presidente della Ternana calcio dimissionario e braccio destro di Manlio Cerroni, il patron di Malagrotta arrestato nel gennaio 2014 per l’altra inchiesta del Noe sul traffico di rifiuti.
Per l’altro filone d’indagine, sono tornati liberi il dirigente comunale Ernesto Dello Vicario e, per Viterbo Ambiente, il presidente Carlo Rosario Noto La Diega, il responsabile tecnico commerciale Francesco Bonfiglio è il consigliere di amministrazione Maurizio Tonnetti.




