Viterbo – Io, mammeta e tu… (fotocronaca–slide).
E’ stata più una riunione tra intimi che un incontro coi cittadini. Una trentina di persone o poco più al primo dei tre appuntamenti #bastamenzogne organizzato ieri alla palestra della parrocchia di santa Barbara dall’amministrazione Michelini. In pochi hanno voluto ascoltare “tutta la verità” del sindaco.
Al centro del dibattito i rifiuti col contratto che ha innescato una serie di botta e risposta al cianuro tra maggioranza e opposizione. Ma tra il pubblico più giornalisti e politici che cittadini.
“Rispetto ai 12mila abitanti del quartiere, che è il più popoloso, in effetti siete un po’ pochi – ha ammesso il sindaco Michelini nell’iniziare il dibattito -, ma sarà comunque un incontro utile e il primo di tanti, che servirà ad avere più chiara la gestione della cosa pubblica”.
Si è passati così al nodo della questione. “Il contratto dei rifiuti risale al settembre del 2012 e io mi sono insediato nel giugno dell’anno successivo. Partiva da un bando del 2011 ed era ben definito. L’importo è di 50 milioni con un ribasso dello 0,2 per cento. Abbiamo da subito notato delle criticità perché prevedeva, nelle zone c, le isole di prossimità e registrava 22mila utenti a fronte dei 29mila che ci stanno. Ci siamo trovati a governare un progetto costruito male”.
Allora perché non rescinderlo come accaduto con quello di Esattorie? A rispondere ci ha pensato il vicesindaco Luisa Ciambella. “I contratti quando si firmano, vanno rispettati fino in fondo e per modificarli si devono comunque seguire dei parametri. Con Esattorie, che è stata la prima grana che ci siamo trovati ad affrontare appena insediati, mancavano all’appello 4 milioni 270mila euro dalla nostra società di riscossione. Subito abbiamo avviato un iter molto complicato per il recupero.
Esattorie, però, non è un contratto indispensabile, a differenza dell’igiene ambientale, e quindi può essere interrotto.
In questo caso, comunque, siamo stati ricevuti da un esperto di appalti pubblici che ci dovrà dire se è bene fare la rescissione e come farla senza il rischio di dover pagare danni alla società per conto dell’amministrazione. L’avvocato ci ha detto che dovrà studiare le carte nel dettaglio, lavorando di bisturi, con un attento esame degli atti propedeutici alla gara e degli atti di gara. Capirà se ci sono le condizioni. Stiamo facendo il possibile”.
Michelini ha spiegato che, dopo la bomba dell’inchiesta, si è proceduto nella massima trasparenza. “Abbiamo fatto ruotare i dirigenti, dato l’incarico a un esperto di appalti pubblici di visionare il contratto per trovare soluzioni alle carenze e inviato gli atti inerenti gli appalti, a partire da quelli dell’igiene urbana e dell’illuminazione pubblica, all’Anac, autorità nazionale anticorruzione. Tutte operazioni fatte per instaurare un rapporto di massima trasparenza tra persone per bene, come noi, e i cittadini. Vogliamo un’amministrazione sana. Non dico che gli altri non siano stati onesti, ma noi, di fronte al minimo sospetto, vogliamo agire così, scoprendo le carte”.
Poi il sindaco ha dirottato il discorso sui progetti in cantiere per il quartiere. “Un centro infermieristico come quello del Carmine nell’immobile dell’Ater vicino al centro anziani. Si sta costruendo la materna di sei classi, anche se, per me, si poteva fare con una spesa minore ai tre milioni stanziati, senza comprometterne la qualità. Quando in famiglia ci sono pochi soldi meglio fare economia. Poi una palestra che è da vedere come un’opportunità per la nascita di associazioni sportive che operino sul territorio. Apriremo, poi, l’asilo nido, fatto con attenzione e parsimonia dalla precedente amministrazione, e non ho difficoltà ad ammetterlo. Ci sarà anche un miglioramento della viabilità specie per la segnaletica e gli spazi verdi verranno attrezzati”.
Poi torna ad attaccare la minoranza. La raccolta firme non gli va giù. “E’ stata una pagliacciata. Se la cantano e se la suonano. Per le primarie a cui ho partecipato hanno votato oltre tremila persone e c’era la fila a piazza del Teatro. Io ‘ste tremila persone stavolta non le ho viste e, anzi, c’è chi mi ha detto che i capannelli erano tutti vuoti. Se questo è il modo di guadagnarsi credibilità, sono davvero tranquillo. E l’importante poi è che lo sia coi cittadini”.
Poi ritorna sui successi della sua amministrazione. “Ho ricevuto per due volte Striscia la notizia per il problema dell’arsenico che dal 31 dicembre dello scorso anno, non abbiamo più”. Rumori in sala. “Quando mi sono reso conto che poetava non essere risolto nei tempi, ho convocato Regione, Talete, direttore dei lavori, uffici del comune e la società dei dearsenificatori. Zingaretti ha mantenuto le parola e oggi abbiamo acqua senza arsenico. Non era scontato”.
Sollecitato dal pubblico sulla città termale il sindaco ha parlato chiaro. “Non ci sarà anche una città termale perché a cambiare è il turismo e chi viene da noi vuole anche godere delle bellezze del centro e farsi una passeggiata. Viterbo non sarà mai una città esclusivamente termale”.
Alle accuse di negligenza per non essersi accorto prima delle mancanze del servizio dei rifiuti, Michelini si infervora. “Ho fatto tutto ciò che era in mio dovere fare. Non rischiamo di fare populismo, io voglio essere trasparente. Abbiamo richiamato gli uffici a eseguire i controlli”.
Tra gli interventi anche quello di Roberto Talotta del direttivo comunale di FondAzione, che pur firmatario della petizione della minoranza per mandare a casa Michelini, ha chiesto al sindaco un’azione più incisiva per la sanità per avere un segnale di speranza e un taglio netto con l’amministrazione Marini.
In chiusura, Ciambella dopo aver passato in rassegna alcuni aspetti dell’approvazione del bilancio, è tornata sulla questione di Esattorie. “Non abbiamo nulla di cui scusarci o da farci perdonare. Siamo qui per parlare coi cittadini su alcuni aspetti dell’amministrazione”.
E approfittando della presenza di Talotta in sala, ha lanciato una frecciatina. “Quando FondAzione mi dice che Esattorie è un problema creato dall’amministrazione Michelini, capisco che c’è poca serietà nelle parole dei suoi rappresentanti. Soprattutto se vado a valutare che sono gli stessi che, nella successione delle varie amministrazioni, hanno contribuito a far diventare quella società, una società ricca di dipendenti. Non voglio dare giudizi di merito, ma le esattorie di Torino hanno chiuso, perché non reggevano dal punto di vista economico, e avevano trenta persone.
La nostra ne aveva 38, ai quali do tutta la mia vicinanza umana oltre che da amministratore. E pur non condividendo il sistema di cui sono state vittime, ho lavorato con la mia amministrazione per salvare almeno una parte di questi lavoratori che non meritavano di essere trattati in questo modo. E non dall’amministrazione Michelini, ma da quelli che oggi non hanno nemmeno il pudore di evitare dichiarazioni vergognose che vorrebbero farci apparire ai cittadini come responsabili di tutto questo. Così non è. E il nostro impegno su questa vicenda – ha concluso Ciambella – continua a essere alto”.
Paola Pierdomenico











