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Maxi interrogatori per Dello Vicario e Quintarelli

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Inchiesta rifiuti - Ernesto Dello Vicario col suo avvocato all'uscita dal tribunale

Inchiesta rifiuti – Ernesto Dello Vicario col suo avvocato all’uscita dal tribunale 

Inchiesta rifiuti - Ernesto Dello Vicario col suo avvocato all'uscita dal tribunale

Inchiesta rifiuti – Ernesto Dello Vicario col suo avvocato all’uscita dal tribunale 

Inchiesta rifiuti - Maurizio Tonnetti (Viterbo Ambiente) col suo avvocato all'uscita dal tribunale

Inchiesta rifiuti – Maurizio Tonnetti (Viterbo Ambiente) col suo avvocato all’uscita dal tribunale 

Inchiesta rifiuti - Francesco Bonfiglio (Viterbo Ambiente) col suo avvocato all'uscita dal tribunale

Inchiesta rifiuti – Francesco Bonfiglio (Viterbo Ambiente) col suo avvocato all’uscita dal tribunale

Inchiesta rifiuti - Fulvio Santini (Viterbo Ambiente) col suo avvocato all'uscita dal tribunale

Inchiesta rifiuti – Fulvio Santini (Viterbo Ambiente) all’uscita dal tribunale 

Stefano Quintarelli

Stefano Quintarelli

Viterbo – Tre ore e mezza a difendersi (fotocronacaslide).

E’ stato un lungo interrogatorio quello di Ernesto Dello Vicario, dirigente comunale arrestato nell’inchiesta “Vento di maestrale”, la maxi indagine di Noe, carabinieri e polizia stradale.

Sono le 13 passate di ieri quando il dirigente esce dalla procura di via Falcone e Borsellino. 

Sorride. Gentile e cordiale, nonostante la spiacevole situazione di trovarsi dove mai avrebbe voluto: davanti al giudice. Indagato di punta per truffa, frode nelle pubbliche forniture e falso, in relazione al contratto della nettezza urbana tra comune e Viterbo Ambiente. Mesi di disservizi continui sotto gli occhi di tutti. E lui, che su quel contratto doveva vigilare, accusato dagli inquirenti di inerzia totale.

Con Dello Vicario, c’è il suo avvocato Giovanni Labate. “Abbiamo chiarito la nostra posizione e risposto alle domande” dichiara, stringato, il legale. 

Tutti e nove gli arrestati avrebbero chiesto la revoca dei domiciliari. Ma non tutti sono stati disposti a fornire spiegazioni.

Per Dello Vicario, intanto, è arrivato il parere favorevole del pm. Adesso, si attende la pronuncia del giudice.

Francesco Bonfiglio, responsabile tecnico commerciale di Viterbo Ambiente, e Maurizio Tonnetti, consigliere di amministrazione, per esempio, si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere. Per fare comunque un passo indietro, nel rispetto delle indagini e degli accertamenti in corso, Tonnetti si è dimesso dal suo incarico di consigliere. 

Il suo avvocato Giovanni Ranalli ha insistito sull’insussistenza di tutte e tre le esigenze cautelari: dal pericolo di fuga a quello di reiterazione del reato e inquinamento delle prove, viste anche le dimissioni e l’allontanamento da Viterbo Ambiente.

Una circostanza poco significativa, in realtà, per gli inquirenti: la società è costituita al 51 per cento dalla Gesenu e al 49 per cento dalla ternana Cosp Tecno Service, di cui Tonnetti sarebbe tra i vertici.

Ha risposto invece Francesco Zadotti, responsabile dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Casale Bussi e uomo di fiducia di Manlio Cerroni. 

Zadotti avrebbe riferito che la produzione di combustibile da rifiuto in quantità minori del normale non pesava in alcun modo sulle casse della Regione Lazio, affermando di avere anche fatture per poterlo dimostrare.

I cinque del filone Viterbo Ambiente sono comparsi davanti al gip Francesco Rigato. Il giudice Salvatore Fanti ha ascoltato invece gli altri quattro arrestati del filone Casale Bussi. Nei prossimi giorni, forse domani, forse la prossima settimana, decideranno se mantenere i nove ai domiciliari, previo parere del pm titolare dell’inchiesta Massimiliano Siddi.

Nel pomeriggio di ieri, interrogatorio-fiume di Stefano Quintarelli, l’altro dirigente comunale indagato a piede libero per gli stessi reati di Dello Vicario & Co.: associazione a delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture e truffa, più l’ulteriore accusa di falso. 

Con la differenza che, mentre per gli arrestati del filone Viterbo Ambiente, il gip Franca Marinelli ha escluso l’associazione a delinquere, questa grave accusa pesa tuttora su Quintarelli, per quanto non sottoposto ad alcuna misura cautelare.

Top-secret i contenuti dell’interrogatorio.

Quintarelli, comunque, ha risposto punto per punto per quattro ore: entrato in procura alle 16, è uscito solo alle 20.


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