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Omicidio Zappa, la Cassazione prende tempo

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Ausonio Zappa

Ausonio Zappa 

Adrian Nicusor Saracil

Adrian Nicusor Saracil 

Alexandru Petrica Trifan

Alexandru Petrica Trifan 

Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea 

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea 

Viterbo – Salta l’udienza in Cassazione per l’omicidio Zappa.

I giudici della Suprema Corte hanno rinviato per aspettare la decisione della Corte Costituzionale su un aspetto tecnico che riguarda molto da vicino i quattro ventenni imputati al processo.

Sono accusati di aver ucciso il professor Ausonio Zappa durante un tentativo di rapina in casa, nel marzo 2012. Il professore, pestato a sangue, morì dopo dieci giorni di agonia. Solo in due entrarono in casa, mentre gli altri due rimanevano fuori dalla villetta a fare da palo.

In primo grado gli esecutori materiali del delitto Adrian Nicusor Saracil e Cosmin Oprea presero l’ergastolo; 16 e 12 anni ai pali Alexandru Petrica Trifan e Daniel Oprea. Pena ridotta per tutti in appello: a vent’anni per gli assassini, dieci e otto anni per i pali.

La procura generale ha portato il caso davanti alla Cassazione anche per la recidiva: Saracil e Oprea, i due giovanissimi esecutori materiali del delitto – Oprea neanche ventenne – avevano precedenti penali che avrebbero potuto comportare un aumento di pena. La Corte d’Assise d’appello non li ha contestati. Questione, quella dell’obbligatorietà di tenere conto della recidiva nel calcolo della pena nei casi di omicidio, che è tuttora all’esame della Corte Costituzionale, chiamata a decidere.

La Suprema Corte aspetterà la pronuncia della Consulta. Fino a quel momento, il processo resterà sospeso.

“Se la Corte Costituzionale dichiara la norma illegittima, il ricorso della procura diventa inammissibile – spiega Marco Russo, avvocato di Trifan fin dalla prima ora -. A quel punto si discuterà il ricorso che abbiamo fatto per Trifan, accusato di concorso in omicidio, anche se si è limitato ad aspettare dentro una macchina fuori dalla villetta. Il cosiddetto ‘concorso anomalo’, non voluto, né previsto, né prevedibile”.

Ad assistere Trifan in Cassazione c’è Cesare Gai, mentre l’avvocato Roberto Fava difende i fratelli Cosmin e Daniel Oprea: uno esecutore materiale del delitto; l’altro, condannato anche lui per concorso anomalo in omicidio, con la pena più bassa (otto anni). 


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