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Un pianista “fuori posto”…

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Il pianista Paolo Zanarella

Il pianista Paolo Zanarella

Il pianista Paolo Zanarella

Il pianista Paolo Zanarella

Il giornalista Lino Lombardi

Il giornalista Lino Lombardi

Il pianista Paolo Zanarella

Il pianista Paolo Zanarella

Il pianista Paolo Zanarella e il Il giornalista Lino Lombardi

Il pianista Paolo Zanarella e il Il giornalista Lino Lombardi

Caffeina - Il pianista Paolo Zanarella

Caffeina – Il pianista Paolo Zanarella

Caffeina - Il pianista Paolo Zanarella

Caffeina – Il pianista Paolo Zanarella

Viterbo – “La musica salva la vita”.

E’ questo il motto di Paolo Zanarella, il pianista che si fa definire fuori posto. O pianista volante. Fuori posto perché non suona nei luoghi preposti alla musica, come i teatri. Ma suona in giro per l’Italia con il suo pianoforte, nelle strade, nelle piazze, su una barca a Venezia, davanti  agli asini o sospeso in aria.

Un modo per arrivare alla gente e portare a tutti la musica. Perché la musica salva la vita.

L’artista si è raccontato ieri sera in occasione di Caffeina festival a piazza del Fosso in un incontro/spettacolo con Lino Lombardi, giornalista del Tg2 che negli ultimi anni ha girato lo stivale in cerca di eroi straordinari, eroi di tutti i giorni. E Zanarella è uno di loro.

Paolo gira con un furgone con il suo pianoforte e da lì lo scarica con per portarlo poi in piazza e fare arrivare la sua arte alla gente. Ma non sempre questa bellissima iniziativa viene apprezzata: a volte i vigili lo hanno multato per occupazione del suolo pubblico.

Alcuni chiudono un occhio, altri sono irremovibili.

“Purtroppo – racconta Zanarella – non si ha sempre il senso della musica, le istituzioni leggono gli artisti di strada come disperati”. Ma non lo è. E consulente di industrie meccaniche e ha progettato il marchingegno per far uscire il piano dal suo furgone. “Non è un borderline – sottolinea il giornalista Lombardi -. E’ un maestro che regala emozioni”.

Il giornalista del Tg2 spesso si occupa di narrare queste storie: storie di gente di tutti i giorni, infermieri in Africa, musicisti, persone che fanno il loro dovere nonostante tutto, eroi invisibili che fanno grandi cose e di cui nessuno parla. “La cosa più bella che ti dice la gente – dice Zananrella – è mi hai cambiato la giornata. Ma i migliori sono i bambini che con la loro leggerezza e la curiosità fanno fermare i grandi ad ascoltare la mia musica e li distolgono dalla loro fretta. I bambini hanno tanto da insegnare”.

Le note di Paolo Zanarella volano sul pianoforte e arrivano dritte al cuore. Non si ha tempo per distrarsi. Il suo talento si attacca addosso e non si può fare a meno di rimanere lì, a bocca aperta, a seguire le bellissime melodie che suona.

Al termine di ogni sua esibizione, Paolo si alza, apre le braccia e abbraccia simbolicamente il pubblico, lo stesso pubblico che cerca con lo sguardo. Lo guarda negli occhi quando suona.

“Bisogna entrar in sintonia con chi hai davanti – spiega -. Perché è questa la cosa più importante per un’artista. Emozionare. E’ quello che deve fare chiunque faccia un lavoro in cui deve comunicare. Deve emozionare. Altrimenti è meglio state zitti”.

Prossimi progetti? “Cominciare a volare in tutte le piazze di Italia, in tutti i centri medievali”. Il suo primo volo a Venezia, Un’emozione unica che ancora oggi non riesce a spiegare.

Elisa Cappelli


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