Roma – L’agenzia del demanio ha reso noti i risultati della selezione per il progetto Proposta immobili 2015. Per il Lazio sono stati selezionati 28 siti.
L’iniziativa è partita lo scorso aprile con una lettera scritta a quattro mani dal direttore generale del tesoro, Vincenzo La Via, assieme al direttore dell’agenzia del demanio, Roberto Reggi. Molteplici i destinatari: regioni, province e comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti – per Molise, Valle d’Aosta, Friuli e il Trentino Alto Adige la soglia è stata ridotta a 20mila. Nella lettera si chiedeva di “segnalare immobili di proprietà da vendere o valorizzare per operazioni da realizzarsi anche entro l’anno”.
Le candidature, arrivate in massa e raccolte dall’agenzia del demanio sono state sottoposte a una rigida selezione. Ieri sono stati pubblicati i risultati. Sono 686 gli immobili selezionati, di cui 28 nel Lazio. Tra castelli, ville, caserme, ospedali, scuole, teatri, conventi, palazzi, edifici storici, alberghi e impianti sportivi. Che a breve saranno resi noti dall’agenzia.
Terminata la fase di candidatura, è ora in corso un’attività di analisi e raccolta di ulteriori dati per ogni singolo immobile, che terminerà il 31 luglio. Quest’ultima operazione consentirà di definire la modalità di valorizzazione o cessione dei diversi beni mediante gli strumenti e le procedure disponibili dalla normativa vigente (fondi immobiliari, invimit Sgr, Cdp investimenti, vendita diretta a Cdp).
“Il portafoglio immobiliare proposto – si legge nella nota dell’agenzia del demanio – è costituito da beni dislocati su tutto il territorio nazionale: 92 in Piemonte, 87 in Abruzzo, 79 in Lombardia, 73 in Toscana, 52 in Sicilia, 51 in Veneto, 49 in Liguria, 45 in Emilia Romagna, 40 in Campania, 33 in Puglia, 28 nel Lazio, 18 nelle Marche, 15 in Friuli Venezia Giulia, 11 in Umbria, 7 in Sardegna, 2 in Trentino Alto Adige e Calabria, 1 in Basilicata e Valle d’Aosta. Il 45% degli immobili indicati è stato proposto dai Comuni, il 23% dalle Province, il 17% da Aziende Sanitarie Locali, mentre il restante 15% da Regioni, Città metropolitane, Università, Enti pubblici e altri soggetti”.
