Roma – Le Regioni costano 190 miliardi di euro. Lazio e Molise sono le più care, mentre la Lombardia la più virtuosa.
E’ quanto emerge da un’analisi del Sole 24 ore.
Si tratta di una media di 3.124 euro per ogni abitante, compresi i neonati. Queste spese, nonostante manovre e spending review, sembrano non essere destinate a scendere e rappresenterebbero la causa maggiore del problema fiscale in Italia.
Nell’analisi il Sole 24 ore sottolinea come il confronto nelle regioni a statuto ordinario visto che le competenze sono le stesse e la variabile da prendere in considerazione è quella delle dimensioni.
La regione ordinaria più piccola, il Molise, ha un costo pro capite di 4.622 euro a cittadino mentre la più grande, la Lombardia, 2.329 euro a testa. Il costo pro capite, quindi, è più basso dove il numero di abitanti è più grande.
Fa eccezione il Lazio che con 5,8 milioni di abitanti ha una spesa di 3.796 euro a testa, attestandosi come la più cara dopo il Molise. E si colloca più in alto di regioni più piccole come l’Umbria e la Liguria.
Nel Lazio peserebbero nel 2015 anche i 3,37 miliardi di disavanzo di amministrazione, senza cui il costo per cittadino scenderebbe a 3.221 euro. Ma anche a causa di queste difficoltà è da tenere in considerazione che nel Lazio, ai redditi sopra i 35mila euro, si applica l’aliquota massima dell’addizionale al 3,33%.
Diversa la situazione per le regioni a statuto speciale, in cui nel confronto si deve tenre conto delle diverse competenze e che, soprattutto al nord, ci sono funzioni autonome che altrove vengono svolte dallo Stato.
Così in Valle D’Aosta e provincia di Bolzano si raggiungono quasi i 10mila euro a testa, a Trento 8.097 euro e dimostrano una disponibilità di risorse diversa dagli statuti ordinari.
Il 90% del gettito fiscale rimane fermo in quanto si tratterebbe di territori molto più ricchi rispetto alla media.
