Viterbo – (g.f.) – Rifiuti, una commissione d’inchiesta per fare chiarezza sul servizio di nettezza urbana a Viterbo.
Serviva prima, lo è ancora di più dopo gli ultimi fatti di cronaca.
Nulla a che vedere con le vicende giudiziarie. La commissione è di tipo amministrativo sarà composta da consiglieri comunali di maggioranza e opposizione ed è prevista dallo statuto.
Lo ha chiesto in terza commissione Chiara Frontini (Viterbo 2020), proposta sostenuta da tutta l’opposizione e con l’appoggio anche dell’assessore Andrea Vannini, presente alla riunione, anche se complice il sequestro di documenti per via dell’inchiesta in corso, gran parte delle domande, a cominciare da quelle di Vittorio Galati e Gianmaria Santucci, sono rimaste inevase. Arriveranno.
E’ stata la commissione più che altro degli interrogativi.
Come quello sul piano economico e finanziario per la gestione dei rifiuti. Un milione e duecentomila euro finiti sulla Tari.
“Il sindaco – ricorda Giulio Marini (FI) – ha dichiarato che il comune si costituirà parte civile nel procedimento in corso.
Mi pare di capire che una parte del contendere derivi proprio da questo piano in cui i costi aumentano.
Ma come si fa a dire che è tutto passato dagli uffici? La delibera è stata approvata dal consiglio comunale. La maggioranza l’ha votato. Noi no.
Possibile che un amministratore voti d’aumentare la tariffa senza essere consapevole del perché si determina la crescita?”.
In altre parole, se la parte tecnica ha predisposto gli atti, la politica poi l’ha approvato. “Non a caso noi abbiamo votato no”.
Lo scontro fra maggioranza e opposizione si è giocato molto sul cambio d’assessore all’Igiene urbana. Da Raffela Saraconi ad Andrea Vannini.
Santucci (Fondazione) torna a far notare come l’avvicendamento arrivi poco tempo dopo la dichiarazione dell’assessora in consiglio comunale per cui lei avrebbe rescisso il contratto con Viterbo Ambiente.
“Inutile stare a parlare – ricorda Santucci – aveva detto l’assessora, la società non collabora e le sanzioni sono microscopiche. Abbiamo deciso attraverso un processo lungo, che arriveremo alla rescissione unilaterale del contratto.
La posizione era questa. Da novembre a oggi è cambiata”.
L’assessore Vannini spiega come non sia cambiata di molto. E’ stato nominato per sistemare il servizio, migliorarlo. Altrimenti la sua presenza in giunta non avrebbe senso e comunque.
Tentare di risolvere le criticità del contratto è comunque un passaggio necessario per arrivare eventualmente alla rescissione.
Poi ricorda come le sanzioni all’impresa siano state comminate. Non sa se siano state riscosse.
Mentre nell’immediato si è già incontrato con quel che rimane dei vertici Viterbo Ambiente.
“C’è la volontà di dare vita a breve a una commissione con i consiglieri – anticipa Vannini – dalla prossima settimana analizzeremo articolo per articolo il capitolato per ricominciare da zero.
Entro oggi intendo avere la situazione del parco macchine attivo e dalla prossima settimana ricevere giornalmente i tabulati sugli spostamenti”.
Quintarelli (Mario) se la prende poi col suo omonimo Quintarelli (Stefano), il dirigente. In un’intercettazione telefonica si prende gioco dei consiglieri. Si aspetta provvedimenti.
Alla fine Vittorio Galati ringrazia l’assessore per la buona volontà, ma deve prendere atto che le sue domande sul servizio, lo spazzamento, la pulizia delle caditoie e le altre richieste, dovranno aspettare ancora un po’.
Così come tre quesiti che riguardano più direttamente la società che gestisce il servizio: “Quanti sono i dipendenti che ci lavorano? Ci sono cooperative che svolgono servizi e quanti sono quelli impiegati?”.
Vannini non ha le risposte, le chiederà. Mentre resta in forse il consiglio comunale aperto sui rifiuti. Al momento improbabile che sia convocato.
