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Rifiuti, regolare la raccolta con le sanzioni non è la soluzione migliore…

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L'avvocato Massimo Pistilli

L’avvocato Massimo Pistilli 

Viterbo – Ancor prima del clamore esploso nei giorni scorsi intorno alla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani nel comune di Viterbo, mi sono accorto che in città – e quanto meno nella zona dove abito e ho lo studio – è molto sentito il problema delle sanzioni che vengono sovente elevate per errata differenziazione dei rifiuti da smaltire.

Invero, il tema è piuttosto complesso.

Intanto perché le regole di differenziazione, pur se non complicatissime, non sono tuttavia neppure elementari, e dall’entrata a regime dello smaltimento differenziato anche per la frazione biologica e umida, per esempio, può esser non immediatamente evidente comprendere se deve smaltirsi un resto come indifferenziato carta o alimenti (nel caso, per esempio, di carta che contenga anche residui alimentari).

E deve sempre tenersi presente, in questa materia, il rischio di sanzionare vessatoriamente proprio quei cittadini che la differenziata provano a fare, con un poco di buona volontà; a differenza di coloro che invece decidono di sversare senza alcuna regola sostanze di ogni genere nel primo luogo che capita…

In ogni caso, il primo aspetto da tener presente è anche in caso di sanzioni amministrative, incombe in capo alla pubblica amministrazione che accerta la violazione l’onere di provare la condotta colpevole.

In altri termini, sarà obbligo del comune allegare e dare prova, in concreto, di quale sia stata l’errata differenziazione; e a tal fine non si potrà escludere la buona fede del cittadino che, per la condotta contestata, possa invocare di avere quanto credeva fosse ragionevolmente lecito.

In ogni caso, l’amministrazione dovrà conservare prova degli elementi di fatto su cui fonda la contestazione.

Poi, tuttavia, resta il problema – assai delicato in questa materia – di provare oltre alla errata differenziazione anche la ascrivibilità in concreto di quei fatti al cittadino che si intende sanzionare; in parole povere, al comune non basta provare i fatti, ma deve anche provare che li ha commessi quel cittadino che si intende sanzionare.

Ed è mia opinione che tale prova debba esser particolarmente rigorosa; nella nostra città, infatti, non è attivo alcun sistema di identificazione e pesatura dei rifiuti, come pure avviene in altri comuni della Tuscia, dove la raccolta è presidiata da sistemi di apertura e chiusura a tessera magnetica (che assicura l’identificazione dell’utente).

Di conseguenza, per quanto riguarda gli abitanti di condomini (che sono la gran parte dell’utenza) sarà assai arduo raggiungere la certezza, o comunque una probabilità alla certezza assai prossima, che quella differenziazione sbagliata sia da ascrivere proprio a quel cittadino.

Ovviamente, in caso di abitazione singola, oppure di attività commerciale o artigianale i cui cicli produttivi producano particolari tipologie di rifiuti, potrà raggiungersi una ragionevole convinzione sulla provenienza dei rifiuti.

Ma in tutti quei casi, e sono la maggior parte, in cui tali circostanze non ricorrano, sarà difficilmente superabile il dato di fatto che i rifiuti sono esposti liberamente e senza alcun controllo, e dunque non potrà mai escludersi che essi si siano – o siano stati – miscelati anche da più persone – come nel caso di un condomino che, uscendo di casa, lasci la bottiglietta che ha appena finito di bere nella prima busta che gli capita.

Ovviamente, si tratterà poi di esaminare caso per caso, con la possibilità di esiti anche diversi per casi simili, a seconda della sensibilità delgiudice.

Io credo, però – in conclusione, che non sia certo la risposta sanzionatoria la prima azione da mettere in campo per una raccolta differenziata virtuosa; ma piuttosto l’adozione di modalità di raccolta che al tempo stesso assicurino la minore incidenza sul tessuto urbano (e cioè il tempo e la quantità di rifiuti esposti), la maggior comodità per i cittadini (in termini di periodi di tempo disponibili per il conferimento) e i minori oneri di raccolta; e, sotto questo profilo, dubito sempre più che il sistema di raccolta “porta a porta” sia la soluzione migliore… ma si tratta di questione che merita di certo ben altro approfondimento.

Massimo Pistilli


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