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Salvatore e Gavino Medde ai domiciliari

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Operazione Mamuthones - Salvatore Medde

Operazione Mamuthones – Salvatore Medde 

Operazione Mamuthones - Gavino Medde

Operazione Mamuthones – Gavino Medde 

Operazione Mamuthones - Mario Tatti

Operazione Mamuthones – Mario Tatti 

Operazione Mamuthones - Pier Paolo Mulas

Operazione Mamuthones – Pier Paolo Mulas 

Ronciglione – Arresti domiciliari per Salvatore e Gavino Medde.

I due fratelli di origini sarde, arrestati nel blitz Mamuthones dei carabinieri di Ronciglione, sono tornati a casa tre giorni fa. Gli ultimi sette mesi e mezzo li hanno trascorsi nel penitenziario viterbese di Mammagialla, accusati di associazione a delinquere nell’indagine sulla banda dedita a furti da migliaia di euro a notte, incendi intimidatori, armi.

Il loro avvocato Marco Russo è riuscito a ottenere i domiciliari dopo un lungo braccio di ferro con la procura, d’accordo solo a patto di mandarli a casa col braccialetto elettronico. Il dispositivo avrebbe permesso di monitorare i movimenti dei due fratelli attraverso una specie di cavigliera collegata alla caserma con un gps. Una cautela in più, perché in caso di evasione il segnale arriverebbe subito ai carabinieri.

Il legale si è impuntato. “I braccialetti non sono più disponibili a livello nazionale – dichiara Russo -. La gara d’appalto sarà riaffidata nel 2018. Nel frattempo c’è una lista d’attesa infinita per i pochi ancora utilizzabili, ma si sarebbero liberati in un anno o forse più. Impensabile tenerli in carcere fino a quel momento”.

L’ennesima istanza è stata accolta. E adesso Gavino e Salvatore tornano a casa dagli altri due fratelli Giovanni e Giuseppe, liberi da febbraio e freschi di patteggiamento. 

Oltre a Gavino e Salvatore Medde, il pm Fabrizio Tucci contesta l’associazione a delinquere anche agli altri due arrestati Pier Paolo Mulas e Mario Tatti. Tutti e quattro aspettano che il tribunale fissi una nuova udienza per discutere le loro posizioni. Il gip Stefano Pepe si è dichiarato incompatibile: è stato lui a pronunciarsi sui patteggiamenti degli altri due fratelli Medde, del pastore Bernardino Goddi e del 27enne Salvatorangelo Spiga, che hanno rinunciato al processo e chiuso con pene da un anno a due anni e mezzo e multe fino a 2200 euro. Per Gavino e Salvatore c’è un accordo con la procura già concluso da mesi sulla condanna: quattro anni per entrambi, da scontare, con tutta probabilità ai domiciliari. Mentre Mulas e Tatti saranno processati con rito abbreviato.

L’operazione “Mamuthones” scatta all’alba del 3 novembre: 13 arresti e uno spiegamento di forze eccezionale. L’indagine è seguita accuratamente dai carabinieri di Ronciglione. Nasce da una serie di episodi diversi e apparentemente scollegati; in realtà, dietro le razzie in campagna i militari scoprono sempre le stesse persone. Ma oltre ai quintali di nocciole, alle forme di formaggio e agli autocarri rubati, le intercettazioni di “Mamuthones” svelano una lunga serie di crimini.

Dalla rapina in casa di un’anziana picchiata e legata allo stalking su una coppia di settantenni. Dagli incendi a scopo estorsivo alle vendette contro i membri della banda, accusati di fare la spia ai carabinieri: la lingua di animale morto, appesa al cancello di casa, e il piano per esplodere colpi d’arma da fuoco contro le auto dei “traditori”.

Ritorsioni che il gip Franca Marinelli ha definito di “indole mafiosa” nella sua corposa ordinanza d’arresto.


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