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“Pronto a incontrare comune e sindacati”

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Viterbo - Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo – Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo - Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo – Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo - Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo – Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo - Marco Sensi delle Terme dei Papi

Viterbo – Marco Sensi delle Terme dei Papi 

Viterbo – “Pronto a dialogare con il comune”.

Marco Sensi tende una mano a palazzo dei Priori. L’amministratore delegato di Terme dei Papi non è per la linea dura: il contrasto tra proprietari e gestori delle terme non fa bene alla città, mentre un punto d’incontro è possibile.

“Non vedo interessi contrastanti, tutt’altro – spiega Sensi -. Farci lavorare nel migliore dei modi è anche interesse del comune, che ha a cuore Viterbo. Vorrei aprire un dialogo con l’amministrazione comunale per capire cosa possiamo fare insieme rilanciare le Terme dei Papi e il termalismo in genere”. 

La frattura tra comune e società che gestisce il polo termale si è aperta sui livelli d’acqua scesi ai minimi storici, con un contenzioso davanti al Tar. In primo grado, Terme dei Papi spa aveva vinto contro comune e regione, che imponevano una regolamentazione della quantità di acqua, con un tetto massimo di 14 litri al secondo.

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la prima sentenza. E non è finita, perché sempre davanti al Tar pende un ulteriore ricorso della società, per la proroga della concessione con 23 litri al secondo. 

Al di là di come andrà, per Sensi è impensabile restare ai ferri corti. Tanto più nel picco massimo di sofferenza per le Terme dei Papi. “Da ottobre abbiamo problemi con i livelli d’acqua – spiega -. Problemi seri, che per la prima volta, comprometteranno l’andamento della stagione estiva. Sta già accadendo: a marzo dovevamo partire come ogni anno con la fangoterapia. Non abbiamo potuto farlo e siamo stati costretti a far restare a casa i dodici lavoratori. Un peccato, per chi aveva un’opportunità per curarsi”.

La fangoterapia è un trattamento terapeutico: venti minuti, doccia e poi bagno termale. Dodici giorni consecutivi di cura, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, di cui le Terme dei Papi quest’anno faranno a meno. Marco Sensi cerca un compromesso. “Non sono dell’idea che se c’è poca acqua si deve chiudere. Penso che se c’è poca acqua, faremo quel che si può fare. Magari non saremo attivi a pieno regime, ma io non ho intenzione di fermarmi, perché sono sicuro che, al di là delle battaglie legali che abbiamo intrapreso tutti, il comune può confrontarsi con noi e venirci incontro”.

Alle Terme dei Papi lavorano 150 dipendenti, tra collaboratori interni ed esterni. Una realtà imprenditoriale che alimenta un intero indotto: dai turisti che vengono per rilassarsi a chi frequenta le terme per motivi di salute. C’è chi si ferma per giorni nell’albergo o nelle strutture vicine, mentre chi non può le raggiunge in pullman. Una cattedrale costruita dal nulla.

“La mia famiglia è arrivata nel ’91 – racconta Sensi -. Trovammo un cancello di legno di quelli da cantiere e poco altro. Allora, le terme non erano niente più che una cosa distrutta che, pian piano, siamo riusciti a ricostruire. La proprietà è del comune. Noi gestori abbiamo una concessione e, in forza di quella, cerchiamo di tenere in piedi la struttura al meglio”. I numeri impressionano: “Abbiamo trentamila utenti l’anno solo per le cure e siamo in grado di erogare 3mila trattamenti terapeutici al giorno”. 

Una struttura che non teme il confronto e non vuole costruire trincee. Tutt’altro. “Lo sviluppo altrui, per me, è una benedizione. Ben vengano altre iniziative termali che porterebbero altri posti di lavoro. Se si riuscisse a rimettere in piedi quel mostro diroccato che sono adesso le Ex Terme Inps, sono sicuro che ne beneficerebbero anche le Terme dei Papi. Sono aperto ad ascoltare il comune anche su altri progetti che riguardano il termalismo e su tutte le proposte che ha da fare. Io, per adesso, ne ho solo una: un confronto tra Terme dei Papi, comune e sindacati, per tracciare il futuro del termalismo. Spero che raccolgano l’invito “.

Stefania Moretti


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