Capranica – Al lavoro per ricostruire i suoi ultimi istanti di vita: da dove veniva, come era arrivato a Capranica e come ha trovato la morte in quel dirupo a pochi metri dai binari.
Sono tanti gli interrogativi su R. W., il sedicente cinquantenne tedesco fermato a Roma per un controllo agli inizi di giugno. Alle forze dell’ordine ha lasciato nome e cognome, ma non avendo uno straccio di carta di identità rimane per ora un legittimo dubbio su quelle generalità.
La misteriosa storia di questo straniero, in Italia da pochi giorni, si intreccia al cadavere trovato il pomeriggio dell’11 giugno a Capranica, a poco più di un chilometro dalla stazione. Secondo le indagini, le impronte digitali del cinquantenne tedesco coincidono con quelle dell’uomo trovato morto.
Sono stati degli operai a scoprirne il corpo senza vita, in uno stato di decomposizione tale da far pensare a una morte avvenuta almeno cinque giorni prima.
Il cadavere aveva segni sul collo e più di una ferita alla testa. Elementi che hanno fatto subito pensare gli investigatori a una morte non naturale. Il medico legale che ha eseguito l’esame esterno del cadavere sul posto ha parlato di morte violenta: o incidente o omicidio. Ma l’incidente ferroviario sembrerebbe da escludere, perché non sarebbero stati riscontrati segni di un impatto con un treno di passaggio.
La squadra mobile di Fabio Zampaglione sta cercando di ricostruire gli ultimi momenti dell’uomo. Si sa che volesse andare in Vaticano, non è ancora chiaro se in visita turistica o in una specie di pellegrinaggio religioso. Sul tavolo degli investigatori non c’è neppure una denuncia di scomparsa. Nessuno che cerchi quest’uomo, almeno in Italia. Nessuno che se ne interessi, almeno per ora.
Gli inquirenti lavorano in costante contatto con la diplomazia estera. Per identificare precisamente quel corpo, sono state allertate l’ambasciata tedesca e quella austriaca. Tre giorni fa l’autopsia, ma per le prime risposte ci vorranno settimane.

