Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Probabilmente farò la figura dello sprovveduto, ma la verità è che ho saputo di essere in corsa per l’ottavo assessorato leggendo proprio il vostro notiziario. Non ho mai creduto che la cosa avrebbe avuto un seguito perché ormai ho età ed esperienza sufficiente per sapere che in politica non funziona così.
Però devo confessare che mi ha fatto piacere la dimostrazione di stima da parte degli amici del Pd che mi proponevano per un incarico a cui mai avrei pensato.
Io vengo da una tradizione di sinistra che è passata dal vecchio Pc a tutte le transizioni che hanno portato alla nascita del Pd di cui sono stato per anni segretario del circolo di San Martino. Ma amministrativamente ho avuto una sola esperienza come assessore nel piccolo comune di Civitella d’Agliano, per cui, pur sapendo poco sul perché ero stato proposto e niente sul perché non sono stato accettato, non posso certo biasimare la scelta finale.
Comunque in quel frangente mi sono fatto delle domande sul funzionamento dell’amministrazione comunale di Viterbo, il cui sindaco, Leonardo Michelini è peraltro persona che conosco da anni e di cui ho grande stima.
Detto questo, senza la presunzione di essere ascoltato, provo a suggerire qualche idea che mi sono fatto per il cambio di passo che ormai, dopo un comprensibile periodo di rodaggio, tutti si attendono da questa amministrazione.
1) Ascoltare le critiche è sempre costruttivo ed indispensabile per il miglioramento, mentre è bene guardarsi dagli adulatori perché di solito lo fanno per scopi personali;
2) Il cambiamento può avvenire anche in carenza di risorse economiche, ottimizzando innanzitutto le risorse umane ed avviando processi di riforma con una visione rivolta al futuro, rivolta si nostri figli. Il futuro parte dall’innovazione, dalla semplificazione ma il tutto va attentamente progettato e verificato da un sistema informativo intelligente sul modello della smart city
3) Uscire dal provincialismo che, per esempio, ha portato ad esporre a Milano una macchina di Santa Rosa in una situazione ed in un ambiente che non ha nulla a vedere con il trasporto, in una Expo che ha un tema legato all’alimentazione, settore dove Viterbo con le sue risorse agroalimentari avrebbe avuto da dire molte cose.
4) Ripartire dal centro storico per riordinare l’assetto urbanistico della città che ha avuto nell’ultimo ventennio uno sviluppo disordinato ed irrazionale, con quartieri satellite che hanno perso ogni legame con il nucleo storico, svuotato di abitanti e di servizi, con luoghi simbolo come la storica Valle di Faul, unico esempio di valle all’interno di mura urbane medioevali, trasformata in un parcheggio con l’unico effetto di svuotare Il parcheggio del Sacrario.
5) Riordinare il settore termale valorizzando la peculiarità del termalismo naturale che negli ultimi anni si è sviluppato spontaneamente ma senza regole. Questo sarebbe un intervento senza grandi oneri per Il Comune mai dai risvolti prevedibilmente vantaggiosi per Il settore alberghiero, agrituristico, ristorazione ecc.
6) Impegnare maggiori risorse nelle opere di manutenzione per preservare il patrimonio pubblico ed i servizi al cittadino. La maggior parte dei cittadini è più interessata alla buca sulla strada che all’ascensore di piazza San Lorenzo.
Mi fermo qui perché sono sicuro che quanto detto è sufficiente a non far rimpiangere a nessuno la mia mancata nomina ad assessore (a proposito non ho idea di quale assessorato avrei potuto avere).
Un’ultima cosa vorrei raccomandare alla nuova giunta; non dimenticatevi anche voi delle frazioni, da sempre cenerentole nel comune di Viterbo, anche perché una buona parte del successo elettorale dell’amico Leonardo Michelini è dovuto proprio alle frazioni.
Claudio Settimi
