Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Noi come lista civica “Orte città nuova” proponiamo ai cittadini di Orte spunti di riflessione su quanto si è verificato nella vita amministrativa dopo la decisione assunta dal sindaco nell’ultimo consiglio comunale.
A tal fine, in una riunione tenutasi ieri abbiamo pensato di costituire una delegazione preposta a confrontarsi con le varie organizzazioni locali per acquisire il loro contributo di idee in merito.
Abbiamo cercato di svolgere il nostro ruolo di opposizione con la massima tenacia con tutto l’impegno possibile per tutelare gli interessi e i diritti di tutti i cittadini di Orte da provvedimenti e scelte amministrative sbagliate, grazie anche al contributo prezioso di tutti i componenti dell’associazione che rappresentiamo.
Siamo riusciti a bloccare la procedura di affidamento degli impianti sportivi ritenuta illegittima; ci siamo battuti per far ottenere gli indennizzi alle vittime dell’alluvione; abbiamo contestato e fatto anche modificare il piano di viabilità a Orte Scalo e nel centro storico con le nostre iniziative di protesta; abbiamo denunciato la mancata adozione del bilancio di previsione 2014 nei termini di legge, presentando anche il ricorso al straordinario al presidente della repubblica; abbiamo richiesto l’annullamento in autotutela dell’affidamento dei lavori per la realizzazione del terminal bus, scelta dell’amministrazione assolutamente sbagliata per la collettività di Orte Scalo; abbiamo fortemente contestato la trasformazione dello spogliatoio più grande dello stadio in bagni pubblici, che penalizza i nostri giovani; abbiamo sostenuto la battaglia per la valorizzazione ed il rilancio del cinema Alberini; ci siamo opposti alla scelta di trasferire le scuole medie di Orte Scalo.
Insomma abbiamo fatto probabilmente più opposizione noi in dieci mesi che le precedenti opposizioni in dieci anni di governo del Quadrifoglio.
Detto questo, però, non ci è possibile nascondere una profonda preoccupazione per gli sviluppi della situazione politica di Orte, dove le divisioni interne alla maggioranza hanno determinato, allo stato attuale, il fallimento e la fine dell’esperienza politica del quadrifoglio, con un sindaco attualmente dimissionario.
Con lo stesso impegno e con la stessa franchezza con cui abbiamo svolto il ruolo di opposizione, oggi non possiamo sottacere che nell’attuale condizione di crisi amministrativa è nostro dovere porci l’interrogativo se è più utile trovare soluzioni istituzionali che consentano la prosecuzione della vita amministrativa sino alle prossime elezioni, oppure lasciare che il comune venga commissariato per legge.
Il commissario prefettizio durante il periodo di scioglimento del consiglio comunale esercita le attribuzioni conferitegli con decreto e in virtù di tali poteri può compiere qualunque atto sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione. Il nostro timore è che, ovviamente non per sua responsabilità, non dovendo rispondere agli elettori, difficilmente assumerà decisioni di portata strategica nell’interesse esclusivo dei cittadini, come ad esempio una eventuale gestione di emergenza umanitaria dei rifugiati nel comune o, non avendo conoscenza delle problematiche specifiche sul territorio, difficilmente approverà il prossimo bilancio di previsione tenendo conto delle attenzioni e delle sensibilità che al contrario un’amministrazione attenta ed efficiente può e deve adottare per migliorare i servizi pubblici.
Probabilmente svolgerà l’ordinaria amministrazione a termine senza alcuna forma di programmazione per il futuro, limitandosi a gestire gli attuali servizi senza interrogarsi sulla loro eventuale innovazione, anche in prospettiva di risparmio per i cittadini.
Per evitare questa staticità della vita amministrativa dannosa per il paese, riteniamo indispensabile una soluzione politica-amministrativa istituzionale a termine. Ciò non significa ricercare inciuci di potere, ma fare buon uso del mandato elettorale ed individuare i punti programmatici strettamente essenziali ed indispensabili per garantire il bene di tutta la collettività fino alle prossime elezioni.
Essere amministratori non è un passatempo e nemmeno deve essere una professione, è una funzione al servizio degli altri ed è una responsabilità che ci è stata consegnata dai cittadini: tutti hanno l’occasione di poterlo dimostrare.
Questi sono i motivi per i quali “Orte città nuova” è contraria al commissariamento del comune e rinnova un appello a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza affinché per una volta prevalga il buonsenso, si lasci da parte l’interesse personale o di gruppo e si pensi invece al bene della città. Orte non può permettersi di rimanere ferma per quasi un anno!
Angelo Giuliani
Marco Tofone
Consiglieri comunali “Orte città nuova”
