Viterbo – Crisi in comune, diamoci un taglio.
Passata la festa, il sindaco Leonardo Michelini prova a tirare le somme.
“Tra oggi e domani – spiega Michelini – penso di risolvere”.
Come, difficile dirlo. Giunta a sette? Oppure ci si allargherà a otto con un esponente proposto dalla sinistra del Pd?
“Io ho presentato la mia ipotesi di giunta che è a sette – continua Michelini – dal Pd mi sono state avanzate tre ipotesi, a sei, a sette e quindi ora si dice a otto. Servirebbe un po’ di chiarezza”.
Si è parlato pure di un cambio per la carica di vice sindaco. Da Luisa Ciambella a qualcuno più vicino a Serra e ai suoi. In questo modo la squadra potrebbe rimanere a sette e la presidenza del consiglio andare al capogruppo Pd. Un riequilibrio che farebbe sciogliere la riserva anche ad Alessandra Troncarelli che al momento non ha ancora firmato l’accettazione della delega ai Servizi sociali.
Ma che l’ufficio del vice sindaco possa cambiare inquilino, appare molto difficile.
“Solo qualche voce – osserva Michelini – il vice è un incarico di fiducia del sindaco. Non credo che mi si possa condizionare nella scelta di un mio sostituto. Se non posso nemmeno scegliere questo, che ci sto a fare?”.
Confermando Luisa Ciambella, riaffiora l’ipotesi giunta a otto, con un altro esterno espresso dal Pd.
Nel balletto di quelli che rischiano in giunta, nel frattempo è entrato anche Antonio Delli Iaconi.
Sfiduciare un assessore al quale lo scorso giovedì Michelini ha rinnovato la sua fiducia addirittura aumentandogli le deleghe, appare un’impresa ai confini della politica.
Qualcuno dalle parti del Popolari ha pensato pure a questo. Il problema si risolve se il diretto interessato si dimette. In modo spontaneo, come Valeri e Zucchi… Così entra un altro esterno più filodemocratico.
Impresa ancora più spericolata e improbabile. E che soprattutto al sindaco non sembra piacere molto.
“Delli Iaconi ritengo che sia un elemento utile per la giunta – dice Michelini – risponde al sindaco, in quanto è un esterno, una figura tecnica seppure indicata da un partito.
Si tratta di persone che devono dare sicurezza al primo cittadino, esperti.
Delli Iaconi ritengo che abbia lavorato bene e che quindi possa continuare a lavorare nell’interesse dell’amministrazione comunale”.
Matassa non facile da sbrogliare.
Oggi intanto, i rappresentanti in maggioranza delle liste civiche s’incontrano. A quanto pare, diversi esponenti sarebbero tutt’altro che entusiasti dello stallo venutosi a creare, tutto per ragioni politiche interne al Pd. Qualcuno potrebbe suonare la sveglia agli alleati.
Giuseppe Ferlicca
