Vetralla – Si è fatto pagare più di 4mila euro per prestazioni professionali inesistenti.
Con questa accusa un geometra è finito a processo e condannato a un anno e mezzo.
Rispondeva di circonvenzione di incapace per aver ‘spillato’ soldi a una 67enne romana con disturbi della personalità. Fatti risalenti al 2011 e avvenuti a Vetralla.
Era stata la donna a rivolgersi al geometra. Fuori dall’ingresso del suo studio aveva letto un cartello: “Se ti ritieni vittima di un errore diagnostico entra”. E lei, laureata in medicina, non accettando la diagnosi sui suoi disturbi di personalità, era entrata. Al geometra chiedeva di fare in modo che le fosse revocato il suo vecchio amministratore di sostegno. Una figura che tuttora la affianca nella gestione del suo patrimonio, nella persona dell’avvocato Guido Di Muro, subentrato all’amministratore precedente.
Per il geometra, il pm Barbara Santi aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi e 300 euro di multa. L’avvocato di parte civile della signora, Davide Nastasi, in sostituzione della collega Maria Luisa Gioffrè, ha usato parole dure in aula: “Prospettandole la possibilità di revocare l’amministratore di sostegno, senza alcun titolo per farlo, il geometra si è approfittato della signora e della sua vulnerabilità ordinandole di andare a prendere assegni, contanti, di farsi visitare da medici”.
La difesa (avvocato Elisa Fornaro) ha reagito con altrettanta tenacia nel contestare le accuse, sottolineando come fosse stata la donna a cercare il geometra per farsi revocare l’amministratore di sostegno e non il contrario. Quindi, nessuna volontà di frodare la sua cliente con un pretesto e nessuna richiesta di denaro illegittima. Solo compensi regolarmente richiesti e fatturati.
Una tesi che non ha convinto il giudice Eugenio Turco, che ha condannato il geometra anche al pagamento di 4700 euro di provvisionale. All’incirca l’equivalente delle somme versate dalla donna al geometra.
