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Viterbese, Michelini apre ma Camilli risponde picche

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Il sindaco Michelini in tribuna accolto da Piero Camilli

Il sindaco Michelini accolto da Piero Camilli in tribuna 

Michelini

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Piero Camilli

Il patron gialloblù, Piero Camilli 

Viterbo – Michelini apre ma Camilli risponde picche. Questi i primi sviluppi della questione Viterbese, all’indomani del faccia a faccia tra sindaco e tifosi.

L’incontro tra primo cittadino e supporter gialloblù è avvenuto martedì 16 giugno allo stadio Rocchi. L’intento dei tifosi era di ricucire il rapporto tra l’amministrazione comunale e Piero Camilli. Vista l’imminente possibilità per la Viterbese di fare domanda di ripescaggio in lega Pro, la terza serie dei professionisti. Possibilità che per diventare reale, prevede l’inevitabile collaborazione tra il patron e palazzo dei Priori.

Il primo passo deve farlo la proprietà, decidendo se ufficializzare o meno la domanda di ripescaggio. Il secondo deve farlo il comune, garantendo l’innalzamento di una serie di standard dello stadio richiesti dalla lega professionisti. Come la sala medica, i tornelli, l’ampliamento della sala stampa e le luci per le partite in notturna. Lavori che costerebbero circa 200mila euro.

“Il comune garantirà i lavori allo stadio”, aveva promesso il sindaco Leonardo Michelini ai tifosi. Impegnandosi a chiamare  Camilli per informarlo sulla decisione.

Ma la telefonata c’è stata realmente?

“Parleremo di questa cosa in seguito – ha spiega Michelini – perché ho dei contatti molto riservati con cui sto lavorando. Un segnale positivo c’è già perché provvederemo alla liquidazione delle fatture, che mi saranno consegnate oggi. Già questo è un passo importante. Sulla chiamata non posso parlare, ma non dispero”.

Giallo sulla chiamata. Sicurezza, invece, sui lavori.

“Purtroppo ieri non ho in tempo – continua il sindaco – ma sarei dovuto andare allo stadio con un tecnico per valutare l’entità dei lavori da fare. Sicuramente ci andrò lunedì. Il comune partirà subito, questo per dare ancora più forza all’impegno che mi sono preso. A prescindere da quello che poi succederà faremo l’adeguamento del Rocchi”.

Segnali di apertura, quindi. Non corrisposti dalla controparte, che almeno per ora rimane ferma sulla posizione di voler abbandonare il calcio.

“Della chiamata non parlo – dichiara Piero Camilli – perché per me è un discorso chiuso e non mi interessa. Con tutto il rispetto per il sindaco Michelini ma è una decisione che ho già preso, a prescindere dal comune. Non iscriverò la Viterbese, così come non iscriverò il Grosseto in lega Pro, l’ho già ribadito più volte. Lascerò il calcio”.

Indipendentemente dalle parole dette, una vera scadenza ufficiale c’è già. E riguarda il Grosseto, l’altra squadra di Camilli.

Il 30 giugno prossimo è la data ultima per richiedere l’iscrizione alla prossima lega Pro. Non resta che attendere i primi passi del presidente, ai quali seguiranno le strategie future in ottica Viterbese.

Samuele Sansonetti


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