Capranica – Voleva andare al Vaticano.
Per ora è tutto quello che si sa del cinquantenne tedesco fermato a Roma il 4 giugno scorso. Le sue impronte digitali coincidono con quelle del cadavere trovato a poco più di un chilometro dalla stazione ferroviaria di Capranica l’11 giugno.
Un indizio che dice che lo straniero identificato nella capitale e l’uomo senza vita in un dirupo vicino ai binari sono la stessa persona. Ma resta il problema delle generalità.
Controllato dalle forze dell’ordine nella capitale, all’inizio del mese, dopo essere stato sorpreso a vagare per strada, aveva detto di avere cinquant’anni, di essere tedesco e di chiamarsi R.W.. Ma non aveva documenti. E per gli investigatori, adesso, resta il nodo di come verificare quel nome e cognome. Perché, per ora, non risulta nessuna denuncia di scomparsa compatibile con il cadavere di quell’uomo straniero sicuramente tra i quaranta e i cinquanta.
La squadra mobile di Fabio Zampaglione lavora senza sosta. Gli agenti starebbero ascoltando persone. Le poche entrate in contatto con quel sedicente cinquantenne tedesco che, a quanto pare, era arrivato da poco tempo in Italia.
A Roma era stato fermato solo, a piedi, di notte e aveva destato i sospetti di una pattuglia. Lo avevano fotosegnalato e preso le impronte digitali, ma per le generalità non hanno potuto che fidarsi di lui, dato che era sprovvisto di qualunque documento di identità. Dopo, è stato rilasciato. Aveva l’aria stralunata e non ha detto molto di più che di voler andare a Roma al colonnato di San Pietro.
I poliziotti hanno attivato i canali diplomatici e della sicurezza internazionale. Lavorano in costante contatto con l’Interpol, l’ambasciata tedesca e austriaca. Perché per quanto il presunto cinquantenne abbia dichiarato di essere tedesco e di chiamarsi R.W., gli investigatori avrebbero altri elementi che porterebbero più a sud della Germania e, precisamente, in Austria. La speranza è che il misterioso cittadino straniero, fermato il 4 giugno, possa essere riconosciuto e identificato tramite ambasciata.
Anche i motivi che l’avevano portato in Italia, al momento, risultano tutt’altro che chiari. E’ anche possibile che l’uomo fosse in stato confusionale o avesse perso la memoria. Impossibile, per ora, pronunciarsi sulle sue intenzioni o progetti di vita.
Ieri, l’autopsia sul cadavere trovato giovedì pomeriggio da alcuni operai è andata avanti per circa quattro ore all’obitorio del cimitero San Lazzaro di Viterbo. Ma, almeno per ora, il medico legale non è in grado di dire alcunché. Bisognerà aspettare l’esito degli esami istologici per avere un quadro più chiaro.
Certamente, lo scenario sembra quello di una morte violenta: se di incidente si è trattato, non sarebbe comunque dipeso dal treno, col quale, secondo le indagini, il corpo dell’uomo non sarebbe venuto in contatto; diversamente, è ipotizzabile l’omicidio, soprattutto considerate le ferite multiple alla testa e i segni sul collo.

