Viterbo – Revocati i domiciliari a Francesco Zadotti.
Torna libero il responsabile di Ecologia Viterbo, presidente dimissionario della Ternana Calcio, arrestato nell’inchiesta “Vento di maestrale”.
Il tribunale del Riesame di Roma ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare che mandava agli arresti domiciliari il braccio destro di Manlio Cerroni, patron di Malagrotta, e altre otto persone.
La decisione sarebbe arrivata in tarda mattinata. Oltre a Zadotti sono tornati in libertà anche il direttore tecnico di Casale Bussi Massimiliano Sacchetti e il responsabile della pesa Massimo Rizzo. L’unico a cui non è stato notificato alcun provvedimento, per ora, è Daniele Narcisi, altro responsabile dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Casale Bussi.
Zadotti, Sacchetti, Narcisi e Rizzo erano finiti agli arresti per il filone d’inchiesta riguardante i “lauti profitti” intascati da Ecologia Viterbo con la presunta frode del cdr e del fos (combustibile da rifiuto e frazione organica stabilizzata). L’impianto di trattamento meccanico biologico di Casale Bussi, secondo le indagini, ne avrebbe prodotto in quantità nettamente minori del previsto, pur intascando comunque tariffe milionarie.
L’altro filone d’inchiesta riguarda il contratto che il comune di Viterbo aveva con Viterbo Ambiente per la nettezza urbana. Dopo l’interrogatorio di garanzia erano tornati in libertà il dirigente comunale Ernesto Dello Vicario e il presidente del cda di Viterbo Ambiente Carlo Rosario Noto La Diega.
Sempre il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per il responsabile tecnico commerciale di Viterbo Ambiente Francesco Bonfiglio e per il consigliere di amministrazione Maurizio Tonnetti.
La procura ha contestato in entrambi i filoni l’associazione a delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture. Ipotesi che il gip ha escluso nel caso del contratto con Viterbo Ambiente.


