Viterbo – Emendamenti accorpati e Irpef calata dallo dallo 0,8 allo 0,76. La lunga notte del bilancio per l’approvazione delle tariffe, in consiglio comunale riserva qualche sorpresa e un duro e stavolta meno a sorpresa, scontro fra maggioranza e opposizione (video).
Intanto sull’accorpamento, che per Santucci (Fondazione) è una mossa che non si può fare. Non prevista dal regolamento. Dei 1.300, molti sono scartati, altri messi insieme.
La minoranza esce, non vuole votare non ritenendo legittima la procedura.
E’ mezzanotte quando interviene il capogruppo Pd Francesco Serra. Propone un emendamento: portare l’aliquota Irpef da 0,8 a 0,76, utilizzando il gettito Imu agricola, per un importo di 344mila euro.
Un piccolo sospiro di sollievo per i viterbesi, ma Santucci è critico: “Avete spostato sull’Irpef soldi che erano destinati a calare l’Imu agricola. Tutti i comuni hanno agito per ridurre l’Imu agricola. Solo voi non lo avete fatto”.
Ormai mezzanotte è passata. Giulio Marini (FI) ha la sua idea sui lavori: “Tutte le delibere approvate – spiega Marini – sono illegittime. Andavano approvate entro il 30 luglio. Siamo al 31”.
La delibera Irpef è approvata a mezzanotte e 20. Ma per l’opposizione c’è un altro caso d’illegittimità.
Con la minoranza fuori, avendo contato i presenti nella maggioranza, in aula risultavano sedici consiglieri.
Se confermato, non ci sarebbero i numeri per approvare la delibera.
Il centrodestra prova a farsi sentire e dai banchi del Pd, il vice capogruppo Aldo Fabbrini si spazientisce.
Si alza per chiedere rispetto dell’aula. In modo poco rispettoso. Altro scontro. Marini si preoccupa di replicare a Fabbrini. Scambio reciproco di “Vergogna”, “Ignorante” e complimenti vari.
Almeno lo scontro ha il merito di svegliare chi nei banchi di giunta stava facendo un riposino, come Andrea Vannini. Del resto gli assessori non votano.
Poi i due recuperano lo strappo.
Si passa alla Iuc.
Ci sono 1.500 emendamenti. Bisogna fermarsi per i pareri. Quindi la votazione.
Alle 7 si passa ai fondi derivanti dalla tassa di soggiorno. 140mila euro.
In commissione i capitoli erano stati modificati e tutta la somma andava per Bagnaia. Grazie a un emendamento presentato da Troili (Pd).
Ma la maggioranza rovescia l’esito e rimette tutti i soldi in unico capitolo, la cui destinazione andrà decisa poi.
Attraverso un altro emendamento che è approvato a maggioranza.
Con 15 no e 8 sì la proposta di Troili per destinare i fondi a Bagnaia è bocciata. Nel centrosinistra che si spacca, votano sì Volpi, Troili e Minchella. No tutti gli altri, compresa l’altra consigliera espressione delle frazioni, Augusta Boco.
Addio all’ufficio turistico a Bagnaia, all’apertura domenicale di Villa tante garantita e alla nuova cartellonista turistica. Seppure il sindaco Michelini provi a dare il contentino e spiegare che serve l’ufficio turistico. S’impegna, ma intanto i soldi non ci sono più.
Da una parte le parole e dall’altra i fatti. Ma intanto, dopo l’assessore Vannini, anche la consigliera Pd Daniela Bizzarri cede e si addormenta sui banchi.
Per fortuna, la provvidenziale presentazione di altri più di mille emendamenti fa sospendere la seduta. Si rientra alle 11. O 10.30 secondo un’altra interpretazione. 10.45 e tutti felici?
Giuseppe Ferlicca



