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“Cartiera, chi pagherà per inquinamento e disastro ambientale?”

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Carlo D'Ubaldo

Carlo D’Ubaldo 

Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – È ormai passato più di un anno da quando la cartiera di Tuscania, ex Union paper, ex Efw ha cessato l’attività e lasciato senza lavoro 32 lavoratori.

L’ultima fase della vicenda è stata il corollario di una condotta al limite del lecito e con tanti punti oscuri che probabilmente non vedranno mai la luce.

Sulle vicende della cartiera hanno volteggiato figure, fatti e personaggi che sulla poca trasparenza hanno giocato a proprio vantaggio una partita che ha visto sconfitti i lavoratori, il sindacato, il Comune di Tuscania, la Provincia, la Asl, l’Arpa e tutta la comunità, poiché l’eredità che la vicenda ha lasciato è una eredità pesante sulla quale è ora, anche in virtù della nuova legge sui reati ambientali, che venga fatta chiarezza.

Non sono bastate le battaglie fatte dai lavoratori, le decine di incontri e i tavoli tecnici con la Provincia e il Comune per fare chiarezza.

Oltre 6mila tonnellate circa di rifiuti derivati dalle lavorazioni, oltre a fanghi e rifiuti pericolosi all’interno di una zona con vincoli paesaggistici e idrogeologici, rischio di inquinamento per 22mila 200 mq di terreno su cui insistono edifici ormai fatiscenti e pericolanti per 210mila metri cubi di volumetria.

A che punto è la procedura fallimentare? Ci sono responsabilità su quanto accaduto e su quanto potrebbe accadere dal punto di vista ambientale? Come è possibile che una procedura fallimentare possa accumulare tanto ritardo e possa provocare tutto questo?

Il 29 maggio 2015 è entrata in vigore la legge n. 68 sui reati ambientali dopo un iter durato, con fasi alterne e tentativi di affossamento, decine di anni.

La nuova legge prevede i reati di:
Inquinamento ambientale – da 2 a 6 anni di reclusione
Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività – da 2 a 6 anni di reclusione e multa fino a 50.000 euro
Impedimento di controllo – da 6 mesi a 3 anni
Omessa bonifica – da 1 a 4 anni di reclusione e la multa di 20.000 euro

Questa legge avrà il compito principale, oltre quello di condannare e sanzionare i colpevoli, quello di risvegliare le coscienze e allertare la vigilanza sul territorio da parte non solo degli organi preposti ma soprattutto da parte di tutti i cittadini che non potranno più girare gli occhi ma avranno uno strumento per far valere un diritto di cittadinanza e vivere in un ambiente non compromesso da azioni truffaldine e danni spesso irreversibili.

Quanto vale la nuova legge sui reati ambientali per la vicenda della cartiera di Tuscania? Che fine faranno le tonnellate di rifiuti e fanghi inquinati che sono rimasti in eredità al territorio di Tuscania? Chi pagherà l’eventuale bonifica del sito?

Possono essere individuati colpevoli e responsabilità per quanto accaduto?

Dal punto di vista del lavoro e dello sviluppo del territorio la vicenda della cartiera è stata una sconfitta collettiva delle istituzioni, degli organi preposti alla vigilanza e al controllo, del sindacato, dei lavoratori e dei cittadini.

Cerchiamo almeno di porre un rimedio all’inquinamento e al disastro ambientale che incombe su quel territorio

La Fiom si sente impegnata in questa battaglia, non solo per aver seguito parte della vicenda a fianco dei lavoratori ma perché sulla legalità, intesa in senso lato, e dunque anche dal punto di vista ambientale, dobbiamo avere il coraggio di fare chiarezza e chiedere giustizia sulla tanta illegalità che viviamo nel nostro territorio.

La Fiom di Viterbo aderisce all’osservatorio provinciale sulla legalità “cento passi per…”

Carlo D’Ubaldo
Segretario generale Fiom-Cgil


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