Tuscania – Hanno preso tempo. Quanto, non si sa.
Il destino di Francesca Mastrolonardo è questione di giorni, di settimane o di mesi.
Sulla 23enne disabile non interdetta, spedita a forza in casa famiglia ad aprile, la Corte d’Appello di Roma si è riservata la decisione, al termine dell’udienza di ieri per discutere il ricorso. In pratica, la Corte rifletterà per un periodo indefinito sul provvedimento del giudice tutelare di Viterbo che ha autorizzato i carabinieri a prelevare Francesca dalla sua casa a Tuscania e portarla in una struttura protetta a Narni.
A parte una telefonata a fine aprile, registrata e mandata in onda alla trasmissione “Le Iene”, i genitori non hanno potuto più contattare Francesca. “Solo una telefonata in cento giorni – sottolinea l’avvocato Enrico Mezzetti, che assiste la madre di Francesca, Laura Tramma -. Non sanno come sta e non possono parlarle, anche se una relazione della asl dice il contrario”.
Secondo l’avvocato, c’è un elaborato dell’équipe della asl in cui è scritto che la madre di Francesca può chiamare la struttura ogni martedì per parlare con la figlia. “Purtroppo non è vero – continua l’avvocato Mezzetti -. Ogni volta che la madre ha provato a chiamare di martedì partiva il fax automaticamente o veniva invitata a parlare con il giudice. L’ultima volta che ha sentito Francesca è stata durante la telefonata registrata per “Le Iene”. Telefonata che, secondo quella relazione, sarebbe stata un’autentica violazione della privacy di Francesca, quando l’unico scopo di quel servizio era far riflettere sulla situazione della ragazza e far comprendere il suo stato d’animo che non è sereno”.
In quella relazione c’è anche dell’altro. “Scrivono persino che Laura Tramma e l’ex marito, Mariano Mastrolonardo, sono andati a occupare il comune di Narni. La signora Tramma è rimasta stupefatta. Quello che notiamo è un’ostilità nei confronti di questa madre. Quasi un’incomprensibile volontà punitiva da parte di istituzioni che, anziché aiutarla, sembrano remarle contro. Non riusciamo a capire”.
Una risposta, prima ancora che dalla Corte d’appello, potrebbe arrivare dal giudice tutelare. “Sappiamo che ci sono fatti tuttora all’attenzione del giudice, ma per il bene di Francesca non possiamo dire di più”. Una vicenda che potrebbe promettere sviluppi a breve.



