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“Chiudere il Bagnaccio, che stronzata…”

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Il pozzo del Bagnaccio

Il pozzo del Bagnaccio

Il Bagnaccio

Il Bagnaccio

Dipendenti e gestori al Bagnaccio

Dipendenti e gestori al Bagnaccio

Il Bagnaccio

Il Bagnaccio 

Il Bagnaccio

Il Bagnaccio

Raccolta firme per la petizione sul Bagnaccio

Raccolta firme per la petizione sul Bagnaccio

Bagnaccio - La petizione

Bagnaccio – La petizione

Luca Marcoccia, membro dell'associazione di promozione del Bagnaccio

Luca Marcoccia, membro dell’associazione di promozione del Bagnaccio

Michele Arnone

Michele Arnone

Ali Souilah

Ali Souilah

Il Bagnaccio

Il Bagnaccio

Viterbo – “Chiudere il Bagnaccio? Che stronzata!”

Sono pronti alla rivolta i proprietari, i dipendenti e gli ospiti del Bagnaccio. Il parco termale potrebbe chiudere in giornata.

La notizia era nell’aria. La convenzione con il comune è scaduta l’11 luglio e sembrerebbe che il comune non abbia intenzione di rinnovarla a chi sta gestendo attualmente l’area.

“Perché una cosa che funziona deve essere chiusa? – si chiedono i bagnanti – Ci stanno togliendo tutto. Solo le tasse ci rimangono”.

La situazione è rovente.

“E’ una brutta storia di interesse politico – dice il signor Nunzio -. Vengo al Bagnaccio da ventidue anni ma è solo dal 2013 che c’è sicurezza e pulizia”.

Fino a qualche anno fa il parco termale era abbandonato a se stesso. Si trovavano preservativi e siringhe usate, spacciatori e clochard. C’è chi parla anche di escrementi umani vicino alle pozze.

“Era uno schifo, non si poteva più venire – ricorda la signora Gabriela -. L’acqua delle pozze era verde, come quella del Bullicame. Se devono chiudere qualcosa, chiudano quelle”.

In mattinata è partita anche una petizione contro l’ordinanza del comune di chiudere il pozzo termominerario. In poco più di due ore, sono state più di cento le firme raccolte.

Massima la solidarietà dei bagnanti ai dipendenti.

“Siamo stati anche picchiati dai vecchi frequentatori”, dice Michele Arnone. Da due anni lavora al Bagnaccio.

“Avevo finalmente un lavoro – continua -. Potevo permettermi una casa e un mutuo. Ma adesso rischio di andare a vivere sotto un ponte. Mi vergogno di questa giunta comunale”.

Visibilmente scosso anche Alì Souilah.

“Con questo lavoro ci faccio vivere cinque persone – dice -. Se il Bagnaccio chiude mia moglie e i miei figli non avranno da mangiare e non posso pagare l’affitto di casa. Dove andrò ora?”, si chiede.

Da Roma, Terni, fin dall’Austria. Sono migliaia i bagnanti che durante l’anno vanno al parco termale in strada Garinei.

“Sono di Roma e vengo a Viterbo solo per il Bagnaccio. Perché, oltre a questo e alla Macchina di santa Rosa, che altro c’è in città?”, si lamenta un bagnante dalla capitale.

“E’ anche grazie a questo sito – continua – che l’economia viterbese gira. So di molti che hanno comprato casa qui vicino”.

Nonostante le proteste, in giornata è previsto l’arrivo del direttore di miniera Giuseppe Pagano per chiudere il pozzo.

“Con la sola acqua delle polle non sarà possibile alimentare le piscine – spiega Luca Marcoccia, membro dell’associazione di promozione del Bagnaccio -. E così saremo costretti a chiudere”.

 

 


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