Viterbo – Partito da solo per una spedizione in una zona impervia del Borneo.
Potrebbe essere questo il motivo della scomparsa di Gianfranco Cipolloni.
Che il 74enne viterbese, sparito da giorni, volesse organizzare un’escursione con una guida turistica in una località pressoché inesplorata, lo sapeva anche un amica cui Cipolloni aveva telefonato in aeroporto.
“Dall’Italia, aveva contattato una guida locale alla quale aveva anche spedito dei soldi, perché voleva vedere una tribù”, ha dichiarato l’amica di Cipolloni, contattata da Tusciaweb. L’epilogo, secondo indiscrezioni, potrebbe essere stato che la guida si sia rifiutata di partire e Cipolloni abbia proseguito da solo. I pericoli, in questo caso, sarebbero molteplici: dalle difficoltà del percorso, a una possibile ostilità della popolazione locale, fino ai temporali equatoriali particolarmente violenti che si abbattono sulla zona.
Ma quella della spedizione finita male resta soltanto una delle tante possibilità. Del caso sia sta occupando la sezione italiani all’estero della Farnesina.
Per ora, la scomparsa del 74enne bancario in pensione, ex arbitro con la passione per i viaggi è ancora ammantata nel mistero.
Da indiscrezioni, sembrerebbe che il suo telefono sia in mano ai familiari e che non sia stato direttamente Cipolloni a connettersi a Whatsapp alle 7,14 del 12 luglio. Ma anche questa è una informazione da verificare. Una cosa è certa al tentativo di Tusciaweb di contattarlo per quella via non è arrivata nessuna risposta.


