Viterbo – “Contratti a tempo indeterminato, ma lavorano a ore”.
Anomalie nei contratti di lavoro dei dipendenti che pur a tempo indeterminato vengono chiamati a ore. Fortunato Mannino della Cisl chiede più controlli.
Va bene una, al massimo due, ma se poi le segnalazioni iniziano ad aumentare, il sindacalista non lascia passare.
A lui si sono rivolti alcuni lavoratori per chiedere spiegazioni sulle modalità con cui venivano impiegati dalle aziende.
“I dipendenti – dice Mannino – ci hanno mostrato i loro contratti di assunzione sulla base del Jobs act. Erano regolari, a tempo indeterminato e a quaranta ore settimanali. A posto anche le buste paga. Qualcuno, però, ha avanzato un dubbio sul fatto che l’azienda, nonostante ciò, continuasse a farlo lavorare a chiamata”.
Negativa la risposta del sindacalista. “Le aziende, con la nuova riforma del Jobs act, per stabilizzare il personale ricevono degli incentivi di circa seimila euro a lavoratore per tre anni. Le prestazioni quindi devono svolgersi regolarmente e non a chiamata. Questa è un’anomalia che, come Cisl, vogliamo segnalare, pur augurandoci che si tratti di un fenomeno circoscritto”.
Mannino chiede collaborazione. “Le istituzioni devono iniziare a parlare tra di loro, potenziando gli uffici per l’impiego e mettendo in rete i dati con i relativi organi ispettivi. Vanno fatti i controlli, altrimenti rischiamo di disperdere lo sforzo che fa lo Stato di destinare risorse pubbliche per una terapia contro la disoccupazione, in particolare quella giovanile. Soldi che andrebbero a finire nelle tasche sbagliate.
E’ una cosa molto grave. In passato, sono state fatte diverse riforme del lavoro, ma nessuna ha tenuto conto del potenziamento dei centri dell’impiego che invece dovrebbero esserne il vero fulcro. Sennò si rischia che questo fenomeno possa ampliarsi e vanificare l’impegno per contrastare la disoccupazione, che è a due cifre”.
Vanno fatti più controlli, anche attraverso un interscambio con gli organi preposti. “La maggioranza dei contratti sarà regolare, ma certe anomalie vanno segnalate per evitare ingiustizie. Come Cisl, invitiamo a fare più attenzione. Ribadisco la necessità di potenziare i per l’impiego e la messa in rete dei dati.
Da tutto ciò – conclude Mannino -, resto basito, sia come sindacalista, perché di fatto il Jobs act, tra luci e ombre, ha dato uno spiraglio alle aziende attraverso gli incentivi che viene sottovalutato, e poi come cittadino per come vanno a finire parte delle mie e delle nostre tasse”.
Paola Pierdomenico
