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“Costruiremo una squadra per vincere”

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Sport - Viterbese - Piero Camilli

Sport – Viterbese – Piero Camilli 

Sport - Viterbese - Vincenzo Camilli

Sport – Viterbese – Vincenzo Camilli 

Sport - Viterbese - Luciano Camilli

Sport – Viterbese – Luciano Camilli 

Sport - Viterbese - La sala stampa del Rocchi

Sport – Viterbese – La sala stampa del Rocchi 

Sport - Viterbese - Luciano, Piero e Vincenzo Camilli

Sport – Viterbese – Luciano, Piero e Vincenzo Camilli 

Viterbo – “Costruiremo una squadra per vincere, è quello l’obiettivo”. La promessa di Piero Camilli durante la conferenza inaugurale della stagione gialloblù.

Il Comandante è tornato, ed è più carico che mai. La decisione di restare alla Viterbese non è stata pienamente la sua, ma dettata dai suoi figli Vincenzo e Luciano. Che lo hanno accompagnato durante la conferenza.

“Sono rimasto per colpa dei miei due figli – ha scherzato Camilli in apertura – quindi è loro che dovete ringraziare. Fare calcio a Viterbo è quasi impossibile, perché è una città viziata in tutto, calcisticamente parlando. Si viene da dieci fallimenti e sono cinquant’anni che non si vince un cazzo. Da oggi cambieremo alcune regole”.

Prima degli aspetti tecnici, un po’ di politica. Con il patron che ha inviato una lettera al sindaco per cercare di ricucire i rapporti.

“Ho scritto una lettera al sindaco – ha raccontato Camilli – con l’intento di chiarire i rapporti tra la Viterbese e il comune. Gli ho chiesto un impegno, ma non per i 5mila euro che ancora mi devono versare ma per il futuro della Viterbese, che non è solo mia ma di tutti. Ho specificato che noi costruiremo una buona squadra con la volontà di primeggiare, ma se non verranno messe in atto le opere necessarie per andare in lega Pro, quando è dicembre smobiliteremo tutto e arrivederci, e senza grazie!

Una lettera cui ha fatto seguito la risposta di Leonardo Michelini. Il sindaco di Viterbo si è detto contento dell’impegno preso dalla famiglia Camilli e disponibile a sostenere il progetto della società.

“Il sindaco – ha spiegato il patron – mi ha risposto con una lettera, dicendomi che apprezza la mia scommessa e il mio impegno. Almeno a parole e per la prima volta, ha confermato la volontà del comune di Viterbo di partecipare a questa scommessa”.

Dopo aver chiarito gli aspetti politici, il discorso si è spostato su temi più tecnici, tra l’interesse dei tifosi accorsi a salutare i Camilli. In primis, il sostegno dei supporter e la difficoltà di giocare nel campionato di lega Pro.

“A oggi la lega Pro è un bagno di sangue – ha confessato Camilli – perché ogni squadra porta a casa dai 400 ai 600mila euro quando il campionato ti costa due milioni. Per questo io chiedo l’aiuto di tutti. Noi abbiamo messo tanti soldi su Viterbo e non me ne pento, ma dal punto di vista del pubblico abbiamo avuto uno scarso riscontro. Poca gente, pochi abbonamenti, e tanta gente che non vuole pagare. Di queste persone ci siamo stufati, per cui quest’anno le cose cambieranno”.

Capitolo giocatori. A oggi sono pochi quelli confermati, in tutto due. Più qualche nuovo innesto che arriva direttamente da Grosseto.

“Noi siamo disposti a farà una buona squadra – ha dichiarato Camilli – con un buon allenatore e buoni giocatori. Ma con molta, molta, molta calma. Della Tim cup me ne infischio, faremo giocare la Juniores. Di quelli dell’anno scorso ne rimarranno pochi perché voglio cambiare aria. L’anno scorso eravamo una buona squadra di cantanti ma alla fine abbiamo stonato. Rimangono Perocchi e Zonfrilli, torna Fè e arrivano Pini, Boccardi e Callegari, tre giovani molto importanti. Scardala e Nuvoli? Dipende”.

Una squadra tutta da costruire, quindi. Con il rammarico di aver perso lo scorso campionato in maniera non proprio sportiva. Il patron ci ha scherzato su, lanciando una fracciatina anche al Grosseto.

“Ho un grosso rammarico – ha spiegato, ridendo, Camilli – perché secondo me eravamo la squadra più forte della serie D. Abbiamo anche fatto più gol di tutti ma il nostro avversario era imbattibile. Il presidente è latitante, è il capo della ‘Ndrangheta di Roma e io purtroppo non ci posso combattere. Secondo me hanno comprato 14-15 partite, e altrettante ce ne hanno comprate contro, visto che squadre già salve venivano da noi a fare la partita della vita. Il rapporto con Grosseto? Lì ho fatto la B e quest’anno senza di me non faranno nemmeno la Terza categoria. Ieri hanno fatto la riunione e hanno messo 200 euro a consigliere. Ma con 1600 euro non ci comprano nemmeno l’acqua”.

Dopo aver confermato che il ritiro si farà a Soriano attorno al 27 luglio, Camilli ha poi annunciato l’allenatore della prossima stagione. Nessuna sorpresa, sarà Stefano Sanderra.

“Al 90 per cento è Sanderra – ha confermato il patron – perché è un allenatore buono e di categoria superiore. Quattro anni fa ha fatto il miracolo a Latina, D, C2, C1 e B. Domani firma, viene a Viterbo perché nonostante la categoria inferiore la società e la città sono appetibili. Avevamo sentito anche Morgia, altro buonissimo allenatore. Ma vi posso assicurare che chiunque avremmo chiamato ci sarebbe venuto. Sì, io li allenatori li mangio ma li pago pure. Ho avuto Sarri, ho avuto Allegri e ho avuto Pioli, i tre migliori in Italia, quindi vuol dire che qualcosa ci capisco”.

Per concludere, una battuta sul campionato di serie A, rivendicando la sua fede giallorossa.

“Nel calcio conta il risultato – ha concluso Camilli – e non i gol. Guardate la Juve, che ha vinto 40 scudetti e ne ha rubati la metà. Scherzo, ma ‘io sò’ romanista, lo sapete!”.

Samuele Sansonetti


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