Viterbo – (p.p.) – “Eleggiamo il presidente anche se siamo 6 a 5”.
Livio Treta non si scompone. Oggi la terza commissione si riunisce e ci riprova. All’ordine del giorno c’è l’elezione del presidente e del vice. Ma a dividere gli schieramenti c’è la questione degli equilibri, il cosiddetto principio del 60/40 che, secondo la maggioranza, non viene rispettato dall’opposizione.
Treta parla di accordi non rispettati, ma sull’esito si dice comunque tranquillo perché anche con un solo componente in più si riuscirà a nominare il presidente.
“Al momento – dice Treta – siamo ancora sei a cinque. Ciorba, eletto presidente del consiglio, verrà sostituito e spetta al capogruppo Maurizio Tofani indicare il nome del nuovo componente.
La minoranza continua a dire di non voler ritirare un membro e anzi fa battute, scherzando sul tipo di sanzioni che potremmo fargli se continuano a restare in cinque. Credo sia fuori luogo.
Non capisco il loro problema nel non voler rispettare accordi presi in conferenza dei capigruppo. Gli abbiamo concesso la vicepresidenza, pur non essendo obbligati, e continueremo, nonostante ciò, con questa filosofia. In base a quanto era previsto.
Loro facessero come meglio ritengono, calcolando che, pur in sei a cinque, riusciremo a eleggere il presidente senza problemi. Di certo, questo non influirà sull’amministrazione”.
Sul nome, ancora niente di certo. Si parla di Tofani. “Non sappiamo ancora nulla – conclude -. Probabilmente lo decideremo prima di entrare in seduta”.
La minoranza è quasi certa che anche oggi non ci saranno nomine. “Noi siamo tranquilli – dice Ubertini (FI) -, loro un po’ meno. Non so se hanno un nome e cosa faranno. Staremo a vedere, credo solo che regni tanta confusione”.

