Viterbo – Accordo interconfederale sulla rappresentanza tra Confcooperative, Cgil, Cisl e Uil.
“Semplificare la rappresentanza dando voce e credito alle organizzazioni legittimate dal consenso e dalla fiducia in esse riposte da imprese e lavoratori. È questo l’obiettivo che ha portato Agci, Confcooperative e Legacoop a sottoscrivere con Cgil, Cisl e Uil l’accordo interconfederale sulla rappresentanza. Un passo importante per potenziare ulteriormente la contrattazione di secondo livello”.
A renderlo noto è Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Viterbo e Rieti.
“Il documento – prosegue Rossetti – contiene norme per la misurazione, la certificazione e la regolamentazione della rappresentanza nelle aziende. Al negoziato per il Ccnl potranno così partecipare le organizzazioni sindacali che abbiano ottenuto una rappresentatività non inferiore al 5%. In assenza di piattaforme unitarie il negoziato si avvierà sulla base della piattaforma presentata dalle sigle sindacali che vantano una rappresentatività complessiva pari almeno al 50% + 1.
I Ccnl sottoscritti da organizzazioni sindacali con questa percentuale di rappresentatività, dopo una consultazione certificata dei lavoratori a maggioranza semplice, saranno efficaci ed esigibili per tutti i lavoratori e le organizzazioni.
Si tratta di un’innovazione di grande portata per il sistema contrattuale italiano, che dà certezza applicativa agli accordi contrattuali. L’intesa – sottolinea la presidente di Confcooperative Viterbo e Rieti – stabilisce alcuni principi per la contrattazione di secondo livello, sia aziendale sia territoriale, definendo le modalità in base a cui potrà derogare o modificare norme del Ccnl. Nella fase transitoria questo potrà avvenire, infatti, sia per aderire alle esigenze di specifici contesti produttivi sia per gestire crisi aziendali o investimenti, limitatamente però alle parti dei Ccnl che disciplinano aspetti organizzativi (prestazioni lavorative, orari, organizzazione del lavoro) e a condizione che gli accordi siano sottoscritti con le rappresentanze sindacali presenti in azienda e d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali.
In particolare – spiega -, per la contrattazione territoriale, i contratti approvati da associazioni sindacali che sul territorio vantino una rappresentatività pari al 50% + 1 saranno efficaci per tutto il personale e vincolanti per tutte le organizzazioni sindacali espressione delle confederazioni firmatarie. Questi accordi, per avere effettivi, dovranno però essere approvati a maggioranza semplice da una consultazione certificata tra i lavoratori. I contratti aziendali saranno efficaci, invece, se approvati dalla maggioranza dei componenti delle Rsu o dalle Rsa che raccolgano la maggioranza delle deleghe sindacali a condizione che nessuna delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo e/o da almeno il 30% dei lavoratori non venga chiesto entro 10 giorni dalla stipula del contratto di svolgere un referendum.
L’accordo – conclude Bruna Rossetti – contiene procedure e regole condivise per eventuali successive adesioni da parte di altri soggetti sia sindacali sia datoriali. Tra le compatibilità richieste la rinuncia a contratti collettivi con costi inferiori a quelli sottoscritti dalle parti firmatarie dell’intesa”.




