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Gigli – Birindelli, atti alla procura generale della Cassazione

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Ugo Gigli e il suo avvocato Enrico Valentini

Ugo Gigli e il suo avvocato Enrico Valentini 

Viterbo – Nessuna legittima suspicione. Nessuna rimessione del tribunale. Ma gli atti andranno al procuratore generale presso la Cassazione.

Lo ha deciso la stessa Suprema Corte, respingendo la richiesta degli avvocati di Ugo Gigli di far giudicare l’ex direttore generale dell’Ater da un tribunale diverso da quello viterbese. Richiesta rigettata, appunto. Ma con una postilla: “Dispone la trasmissione di copia della presente ordinanza al procuratore generale in sede per quanto di competenza”. 

La cornice è sempre quella del procedimento che vede Gigli indagato per abuso d’ufficio, diffamazione, falso materiale, soppressione di documenti e calunnia. Parte civile l’ex assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli, ma ci sono anche Gabriela Grassini e lo stesso ente di via Garbini.

La vicenda ruota intorno agli incarichi esterni assunti da Birindelli. Lei dice di essere stata regolarmente autorizzata. Lui sostiene che l’ingegnera abbia copiato e incollato le sue firme di direttore per simulare l’ok dell’azienda.

“La procura generale presso la Cassazione è competente per i procedimenti disciplinari a carico dei magistrati – dichiara l’avvocato di Gigli, Enrico Valentini -. Il dispositivo del rigetto della nostra istanza di rimessione non spiega precisamente perché gli atti debbano transitare alla procura generale, né tantomeno contiene nomi. Nella nostra istanza di rimessione parlavamo, specificamente, di un atteggiamento anomalo del pubblico ministero che, secondo noi, condizionava inevitabilmente anche i giudici. Per questo temevamo un ‘pregiudizio ambientale’ nei confronti di Gigli. Evidentemente la Cassazione deve aver spontaneamente rilevato qualcosa di importante dal punto di vista disciplinare. Pensiamo anche che, qualora si venisse a sapere di un procedimento disciplinare a carico di un magistrato viterbese per questa vicenda, dovrebbe fare un passo indietro per correttezza. E sappiamo che, chiunque sia, non avrebbe difficoltà a farlo”.

Oltreché nel fascicolo aperto dopo le denunce di Angela Birindelli, l’ex numero uno dell’Ater è al centro di altre due indagini: una per usurpazione di funzioni pubbliche e tentato peculato; l’altra per interruzione di pubblico servizio. 

L’udienza preliminare sulle firme della discordia è fissata per la prossima settimana.

 

 

 

 


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