Farnese – Attentato intimidatorio ai danni dell’ex sindaco Pomarè, i sardi non rispondono.
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, Antonio, Marco e Paolo Pira, i tre pastori sardi, finiti ai domiciliari nell’ambito dell’operazione Terra madre di lunedì scorso, con le accuse, a vario titolo, di atti persecutori, detenzione e porto abusivo di armi clandestine, furti aggravati e abigeato (video – Terra madre: fotocronaca – slide).
La difesa vuole prima studiare gli atti e solo successivamente valutare la strategia da mettere in atto, senza escludere di poter fare un interrogatorio davanti al pm.
Da qui, dunque, la decisione di non parlare davanti al gip Francesco Rigato.
E’ certo, però, che i legali dei tre chiederanno un affievolimento della misura o comunque un permesso lavorativo per consentire loro di potersi occupare del bestiame.
Le serrate indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Tuscania, in collaborazione coi colleghi di Farnese, sono scattate lo scorso 19 febbraio, dopo che all’ex sindaco Dario Pomarè venne raso al suolo un intero uliveto di 160 piante. Non solo, gli è stato incendiato un casale agricolo, un trattore e un rimessaggio. Poi sono stati uccisi animali da cortile e due cani da caccia. Quest’ultimi colpiti con una violenza tale da spezzare i bastoni usati (Attentato indimidatorio: fotocronaca – slide).
Ma Pomarè, era solo uno degli obiettivi. Nella lista dei Pira, da quanto emerso dalle numerose intercettazioni dei militari raccolte a bordo della macchina dei tre, anche altre 40 persone, tra cittadini e amministratori, quest’ultimi, vicini politicamente a Pomarè.
Da colpire una per una perché “colpevoli” di aver firmato la riforma, poi approvata, per la regolamentazione dei terreni a uso civico che li avrebbe penalizzati.
Nel blitz dei carabinieri sono stati impegnati 40 militari, con l’ausilio di due unità cinofile per la ricerca di esplosivi e con il supporto aereo di un elicottero del raggruppamento aeromobili di Pratica di Mare.
Sequestrati, durante le perquisizioni, scanner, circa 500 cartucce a palla singola, quattro passamontagna, tre cartuccere, diversi pugnali del gente proibito, un puntatore laser notturno.
Nell’ambito dell’operazione Terra madre sono state denunciate altre tre persone, due per detenzione abusiva di armi e un’altra perché, secondo le investigazioni, ha fiancheggiato i tre componenti in diverse occasioni legate agli atti intimidatori.
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