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“Sono in 20, hanno i numeri per votare il bilancio…”

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Sergio Insogna

Sergio Insogna 

Elezioni provinciali 2015 - Insogna e Moltoni

Elezioni provinciali 2015 – Insogna e Moltoni 

Viterbo – “Sono in 20, hanno i numeri per votare il bilancio…”.

Il giorno dopo l’uscita dal gruppo Oltre le mura, Sergio Insogna è tranquillo. Convinto della scelta fatta col suo collega Chicco Moltoni. Mentre all’orizzonte c’è il bilancio da approvare.
“Se il bilancio così com’è, è utile alla città, se c’è stato un attento taglio a spese, consulenze, indennità d’assessori e presidente prima d’aumentare le tasse, ne possiamo parlare – afferma Insogna – . Se è un documento bello e confezionato, difficilmente qualcuno alzerà le mani”.

Lascerete sola la maggioranza?
“Sono 19 più il sindaco, sono tanti, possono votarlo. A noi devono convincerci”.

Avete avuto modo di cominciare a vedere il documento economico?
“Noi ancora non sappiamo nulla – dice Insogna -. Quello che abbiamo appreso è solo attraverso la stampa e la minoranza. Ho sentito che il sindaco ha chiamato l’opposizione per discutere sull’utilizzo del milione e 200mila euro d’avanzi. Ma si fa così? Se hai un progetto lo presenti e si discute. Così è offensivo pure per l’opposizione. Non rendere partecipi tutti i consiglieri sulla manovra denota arroganza e presunzione. Non tutti sono però disposti a fare gli utili idioti. Noi voteremo su cose concrete”.

Il sindaco l’ha chiamata dopo che lei e Moltoni avete formalizzato l’uscita da Oltre le mura?
“No, il sindaco non ha chiamato, non ci parla con me, lo dice. E infatti con me non ci mai parlato. Ha chiamato solo una volta, quando ha dovuto chiedermi se potevo ritirare la mia candidatura alla presidenza del consiglio perché glielo aveva domandato il Pd”.

Nella lettera in cui vi dimettete, fate presente di passare temporaneamente al gruppo misto. Che significa temporaneamente, per andare dove?
“Temporaneamente nel gruppo misto, in attesa d’esprimere un gruppo. Un ragionamento che oggi non facciamo, l’uscita è stata solo per tutelarci come consiglieri. Siamo nel gruppo misto, ma restiamo in maggioranza. Siamo solo usciti da un gruppo che non ha più la nostra fiducia e le ragioni sono note a tutti”.

Moltoni sostiene d’averle provate tutte per evitare la frattura. E’ così?
“Io sottoscrivo tutto quanto dichiarato dal collega Moltoni. Abbiamo provato a essere seri e rispettosi. Motivi per mettere in difficoltà l’amministrazione ce ne sono stati. Eppure non l’abbiamo fatto”.

Nonostante questo?
“Ci siamo sentiti esclusi, offesi, emarginati e indesiderati. E’ normale che a un certo punto si debba fare scelta diversa. Che ci sia un capogruppo in consiglio che si alzi parlando non si sa bene a nome di chi, quando il gruppo non l’ha sentito per niente, non è dignitoso. Sostituisce i consiglieri, fa e disfa accordi. Ma quello che ci preoccupa è come nel frattempo si siano perse occasioni per affrontare i problemi della città. Con atteggiamenti arroganti si vuole andare avanti ed è un modo d’agire che si trasmette anche sul fronte amministrativo. Non ci sta bene, perché poi si fanno figuracce, si accumulano insuccessi e la città ne soffre”.

Giuseppe Ferlicca


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