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Viterbesi tassati pure nell’aldilà…

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Piazza del Plebiscito - Palazzo dei Priori

Piazza del Plebiscito – Palazzo dei Priori

Viterbo – Aliquota massima per l’Irpef, ritoccati i buoni mensa e la tassazione comunale segue i viterbesi pure nell’aldilà con nuove imposte.

Bilancio 2015, si cominciano a scoprire le carte su una manovra non facile che la prossima settimana arriverà in commissione.

Due giorni di tour de force, dalla mattina alla sera, martedì e mercoledì per esaminare imposte e tasse. Dopo che lunedì la giunta avrà dato l’ok.

Come anticipato, i viterbesi non hanno molto da gioire. Le casse comunali languono e a palazzo dei Priori per far tornare i conti, hanno agito sulla leva fiscale.

Modo delicato per dire aumento della tassazione.

Così pare leggendo le proposte di delibera predisposte dai vari assessorati.

A cominciare dall’Irpef. L’addizionale arriva allo 0,8, aliquota massima che può essere deliberata. Dallo 0,6 precedente che faceva seguito allo 0,4.

Non va meglio per l’Imu. Incrementate le aliquote ordinarie relative agli immobili categoria A, B, C e D. Si va dal 3,9 per mille per l’abitazione principale, al 10,6 per altri immobili A e B e immobili concessi in uso gratuito a parenti.

La detrazione per abitazione principale è stabilita in 200 euro.

Aumentano pure i buoni mensa. Al comune il servizio costa 5,17 euro a pasto e le attuali tariffe, si legge in delibera, si basano su costi ormai superati.

Quindi, fermo restando i tre euro per la prima fascia (fino a 7.500 euro Isee), si sale a 3,5 euro per reddito fino a 14mila euro, quattro euro fino a 25mila euro e cinque euro oltre 25mila.

Dal secondo figlio in poi gli scaglioni sono gli stessi, il costo però è di cinquanta centesimi più basso.

Fronte Tasi: 2,5 per mille per l’abitazione principale, con detrazione di 50 euro per immobili con determinate caratteristiche e ulteriori 50 euro di detrazione per ciascun figlio minore a carico del nucleo familiare.

Per la tassa sui rifiuti, alla voce utenze domestiche si prevede oltre alla quota fissa di 1,17 euro al metro quadro, quella variabile che va da 33,23 euro l’anno per un componente, 66,46 per due persone, 83,07 per tre, 108 con quattro componenti, 132,92 per cinque componenti e per più di sei, 153,69 euro.

In bilancio si stabilisce pure come utilizzare i 140mila euro derivanti dalla tassa di soggiorno pagata dai visitatori che si fermano nelle strutture ricettive della città.

70mila per spese promozione e attività culturali, 55mila euro interventi per la promozione del turismo, 15mila per miglioramento e fruibilità della città. Voci piuttosto generiche.

Infine le tasse seguiranno viterbesi e non, pure nell’aldilà.

Diritto comunale per autorizzare il trasporto delle ceneri destinate alla cremazione a san Lazzaro.

Cinquanta euro se la salma era di Viterbo o cento euro se di altri comuni.

Quindi il diritto per l’autorizzazione alla dispersione delle ceneri nel Giardino della memoria. Cinquanta euro per i residenti, 75 euro per chi viveva in provincia e 150 euro per il resto d’Italia. Queste le proposte.

Il dibattito non è ancora cominciato, ma si prospetta già per niente facile.

Giuseppe Ferlicca


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