Viterbo – (g.f.) – Il lavatoio della vergogna.
Bagnaia dovrebbe essere fiore all’occhiello di Viterbo, invece questo fiore è bello che appassito. Basta girare l’angolo, scendere da piazza XX Settembre lungo via degli Orti per accorgersene.
Non c’è bisogno di fare molta strada. E meno male. Perché quei pochi metri sono una gimcana fra le cacche di piccioni.
Si sconsiglia l’uso di ciabatte.
Proprio sotto la piazza principale c’è un grande lavatoio. Dove da tempo non ci lava più nessuno. Nemmeno la colonia di piccioni che l’ha presa come dimora abituale approfitta dell’acqua che in un paio di vasche ancora scorre.
Alle pareti, quelle che sembrano macchie del tempo, in realtà sono gruppi di moscerini. Almeno loro sono molto attaccati al posto.
Si chiama lavatoio, ma si legge immondezzaio. Sporco, puzzolente e poco igienico.
Il posto non vede una scopa da un tempo indefinito e ancora meno qualcuno che passi un po’ di disinfettante.
E’ a pochi metri dalle abitazioni.
In compenso oggi una funzione ancora ce l’ha. Approfittando del fatto che è al buio, raccontano i residenti, la notte pare che ci sia chi lo abbia eletto a posto di ritrovo.
Non si sa bene per fare cosa. Ma è facile immaginarlo.
“Esiste un progetto – spiega un residente – per risistemarlo, farne un punto per incontri di tipo culturale, magari affidandolo a un’associazione che se ne occupi”.
Piuttosto che lasciarlo nell’incuria. “Oggi sono più puliti i cessi sulla via che il lavatoio”.
C’è un progetto. Il comune lo conosce. Ma a giudicare dall’attenzione dedicata, probabilmente sarà finito tra le cartacce buttate a terra. Abbandonato. Come tutto il resto. Del resto è un lavatoio. Laviamocene le mani.





