Farnese – Una lista di 40 persone da colpire una per una (video) – (Terra madre: fotocronaca – slide).
Non c’era solo l’ex sindaco Dario Pomarè nel mirino dei tre componenti della famiglia di pastori sardi che questa mattina sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Tuscania, in collaborazione con la stazione di Farnese, guidata da Fedele Abbadessa, e gli uomini del comando provinciale.
Ai domiciliari sono finiti due fratelli, P. M. 30enne e P. P. 43enne e il loro padre P. A. 72enne, accusati di atti persecutori, detenzione e porto abusivo di armi clandestine, furti aggravati e abigeato.
Quello di Pomarè era solo il primo di una lunga lista di nomi, tra amministratori e cittadini, “colpevoli”, per i tre, di aver firmato la riforma, poi approvata, per la regolamentazione dei terreni a uso civico.
Un provvedimento che li avrebbe costretti a perdere circa 60 ettari di fondi agricoli a uso pascolo, di cui si erano appropriati nel tempo.
Il primo avvertimento è arrivato lo scorso 19 febbraio, quando all’ex sindaco è stato raso al suolo un intero uliveto, 160 piante abbattute e non solo. Gli è stato incendiato un casale agricolo, un trattore e un rimessaggio. Poi sono stati uccisi animali da cortile e due cani da caccia. Quest’ultimi colpiti con una violenza tale da spezzare i bastoni usati (Attentato indimidatorio: fotocronaca – slide).
Dopo Pomarè, avrebbero potuto esserci altre vittime, ma l’intervento dei carabinieri lo ha impedito. “Dalle intercettazioni ambientali – dice il comandante della compagnia di Tuscania maggiore Pietro Rajola Pescarini – è emerso che i tre avrebbero voluto compiere altri atti intimidatori nei confronti del resto dei firmatari della lista, una quarantina di persone in tutto da punire una per una”.
Il colonnello Mauro Conte ha, quindi, illustrato i dettagli dell’operazione. “L’abbattimento di 160 piante di ulivi – dice Conte -, insieme agli incendi del casale, del trattore e della macchina e all’uccisione degli animali, rappresenta un atto intimidatorio che non ha avuto precedenti in tutta la provincia.
Questo ci ha spinti a intervenire in maniera massiccia per fare luce sull’episodio. Al termine di una serrata indagine portata avanti a tutto campo, e coordinati dal pm Tucci, siamo arrivati a rintracciare il movente e i responsabili di questo atto che ha scosso l’intera comunità di Farnese”.
L’attività è stata portata avanti grazie a intercettazioni ambientali che hanno permesso di orientare le indagini verso i tre pastori.
“Abbiamo raccolto concreti indizi nei loro confronti e abbiamo ricostruito il movente da ricondurre appunto alla riforma dei terreni a uso civico. Un provvedimento avviato sotto il mandato di Pomarè e che si sta attuando, con la discussione in consiglio, prevista proprio per questo pomeriggio.
La riforma che prevede il riassetto dei terreni accaparrati abusivamente nel tempo. Dei 600 ettari da assegnare, la famiglia di sardi ne aveva presi 60 ettari da destinare al pascolo. Per non perdere il terreno, i tre hanno provato a ostacolarne l’attuazione, attraverso proprio questi atti intimidatori”.
L’intervento dei carabinieri, però, ha messo fine a uno stato di preoccupazione che, da febbraio, si era diffuso nella piccola comunità. “Ho sentito l’attuale sidaco di Farnese – conclude Conte – che si è congratulato con gli uomini dell’Arma a nome di tutta la cittadinanza per l’interevento portato avanti”.
All’alba, il blitz dei carabinieri: impegnati 40 militari, con l’ausilio di due unità cinofile per la ricerca di esplosivi e con il supporto aereo di un elicottero del raggruppamento aeromobili di Pratica di Mare.
“Durante le perquisizioni – spiega il comandante del Norm di Tuscania Paolo Clementucci – sono stato trovati scanner, circa 500 cartucce a palla singola, quattro passamontagna, tre cartuccere, diversi pugnali del gente proibito, un puntatore laser notturno. Materiale accuratamente nascosto che abbiamo scovato e quindi sequestrato”.
Denunciate altre tre persone, due per detenzione abusiva di armi e un’altra perché, secondo le investigazioni, ha fiancheggiato i tre componenti in diverse occasioni legate agli atti intimidatori.
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