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“Michelini… si può dare di più”

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Festa dell'Unità - Alessandro Mazzoli ed Enrico Panunzi intervistati da Carlo Galeotti

Festa dell’Unità – Alessandro Mazzoli ed Enrico Panunzi intervistati da Carlo Galeotti

Festa dell'Unità - Alessandro Mazzoli

Festa dell’Unità – Alessandro Mazzoli

Festa dell'Unità - Enrico Panunzi

Festa dell’Unità – Enrico Panunzi

Festa dell'Unità - Alessandro Mazzoli ed Enrico Panunzi sanno qual è la loro mano sinistra...

Festa dell’Unità – Alessandro Mazzoli ed Enrico Panunzi sanno qual è la loro mano sinistra…

Viterbo – “Michelini… si può dare di più”.

Enrico Panunzi e Alessandro Mazzoli spronano il sindaco Leonardo Michelini a mettere da parte le chiacchiere e a fare di più per la città.

L’hanno fatto ieri sera, dal palco della festa dell’Unità, cantando il successo di Morandi, Tozzi e Ruggeri. L’occasione è stata data dall’intervista del direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, durante la seconda serata della kermesse democratica.

“Michelini deve imparare a fare squadra – dice il parlamentare Mazzoli -. Più coesione e più fatti. Meno chiacchiere, che poco interessano ai cittadini. Le sue idee sono interessanti, ma non possono rimanere tali – continua -. Devono essere trasformate in qualcosa di concreto, e questo è possibile solo con il lavoro di squadra”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Panunzi. “Nella giunta Michelini ci vuole coesione. Fermate il gioco al massacro – dice – e ritrovate lo spirito del prima elezioni”.

Mazzoli e Panunzi auspicano che negli ultimi tre anni di governo, possa essere portato a compimento il programma preposto. Ma, sollecitati da Galeotti nell’individuare qualcosa di buono fatto finora dalla giunta Michelini, non hanno nascosto una certa difficoltà e imbarazzo.

“La raccolta differenziata”, dicono. Ma non ne sono molto sicuri. Perché, in fondo, spetta alla regione stabilirlo. E i dati non sono ancora usciti.

Stuzzicati, ancora una volta, da Galeotti che ha chiesto “un giudizio sulla giunta di centrodestra guidata dalla coppia Fioroni-Michelini”, non sono mancati gli affondi anche all’ex ministro Fioroni che, insieme a Sposetti, è uno dei padri-padroni viterbesi del Partito democratico.

“Il Pd ha le sue regole – dice Mazzoli – e nessuno dovrebbe metterle in discussione. Fioroni non può stare con un piede dentro e uno fuori, perché sennò si è Renziani a Roma e Civatiani a Viterbo. Questo è inaccettabile – continua – e fa male al partito e soprattutto all’Italia”.

Mazzoli e Panunzi sembrano aver tagliato il cordone ombelicale da quelli che sono i loro padri politici, rivendicando la loro autonomia, potenzialità e capacità. “E’ finita un’era – dicono -. Quella del partito tripartito: Sposetti, Fioroni e Parroncini”.

Durante il dibattito si è cercato di capire anche perché, politicamente, Viterbo ha sempre contato poco a livello nazionale. “Il problema non è provinciale, ma regionale”, dice Panunzi. “Infatti – aggiunge Mazzoli – finché non si comprende che Roma non può esistere come Capitale senza una forte realtà regionale e le regioni non possono sopravvivere senza Roma, non si andrà mai da nessuna parte”.

Insomma, dal problema se ne uscirà solo con uno sguardo regionale. “Perché – continua Mazzoli – finché ci sarà questa visione, Roma non sarà mai una grande capitale europea”.

Il botta e risposta in piazza del Gesù è stata anche un’occasione per parlare di politica nazionale e di destra e sinistra. E mentre per Gaber “la pisciata in compagnia è di sinistra e il cesso è sempre in fondo a destra”. Mentre “il culatello è di destra e la mortadella è di sinistra”, per Panunzi papa Francesco è di sinistra “perché – dice – è sempre più vicino agli ultimi”. Per il consigliere regionale non è invece di sinistra “continuare a tutelare gli ultra tutelati e a lasciare indietro chi è in difficoltà”.

Per Mazzoli l’irresponsabilità è di destra e il jobs act di sinistra. “La destra di questo paese – dice – non ha mai avuto responsabilità. Se siamo in questa situazione vuol dire che anche loro non hanno fatto bene il proprio lavoro. Il jobs act, che è di sinistra – continua -, non risolverà tutto ma ci mette nella condizione di recuperare il terreno perso in questi anni”.

Tanti i temi affrontati durante l’intervista. Dai difetti più o meno gravi e più o meno palesi dell’uno e dell’altro, agli uomini più importanti e decisivi delle loro carriere e vite politiche, fino ad arrivare a Caffeina.

Alla campagna per salvare il festival Panunzi ha già aderito. Mazzoli ha promesso che lo farà prestissimo. Sborsando almeno cento euro.

Non è mancata nemmeno l’emozione, quando i due hanno ricordato le figure di riferimento della loro carriera e vita politica. Berlinguer, D’Alema e Obama per Mazzoli. Berlinguer, Pertini, Terracini e Zaccagnini per Panunzi. Il consigliere aveva le lacrime negli occhi quando ha ricordato Umberto Terracini: antifascista e dirigente del Pci.

Galeotti ha anche testato la lucidità e rapidità dei due chiedendogli di alzare la mano sinistra. Non hanno sbagliato, ma Panunzi è stato più veloce. Mazzoli ci ha pensato qualche secondo, e chissà se questo è un segno.

Raffaele Strocchia


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