Viterbo – I rimpasti, come gli esami, non finiscono mai.
Ne sanno qualcosa a palazzo dei Priori. In comune si è appena chiuso l’ultimo valzer d’assessori, con gli arrivi di Troncarelli e Perà, da tempo si vocifera di una staffetta Vannini – Tofani al Verde. Dopo santa Rosa. Fin qui il noto, poi c’è “l’ignoto”.
Fuori dalla giunta e chissà e magari prima del tre settembre, potrebbe esserci qualche altro rimescolamento. In zona Pd.
Voci sempre più insistenti vorrebbero che il capogruppo Democratico Francesco Serra sia a un passo dal lasciare l’incarico. L’avrebbe manifestato a più riprese.
Indiscrezione già circolata in passato e derubricata dal diretto interessato a sfogo del momento. Non sarebbe così stavolta.
Serra avrebbe già fatto sapere di voler rinunciare e sono stati i consiglieri (non tutti evidentemente) a chiedergli di rimanere. Almeno per un po’.
Il tempo magari di trovare un sostituto.
Quello in “linea diretta” sarebbe Aldo Fabbrini, già vice e con una certa esperienza. Essendo però in zona Popolare è improbabile che possa essere nominato dai suoi.
La maggioranza del gruppo è sul versante opposto. L’eventuale successore di Serra va scelto nel gruppo attualmente vicino alle sue posizioni.
Quindi fra Mongiardo, Frittelli, Quintarelli, Scorsi, Troili, Volpi. Magari Quintarelli o forse Scorsi. Si vedrà.
Prima Serra deve formalizzare la rinuncia, poi se ne riparla. E se il futuro del capogruppo è incerto, con la città che si appresta a rimanere col fiato sospeso, ancora di più lo è quello di alcuni consiglieri Pd.
Per lavoro o per delusione, qualcuno avrebbe manifestato l’intenzione di dimettersi.
Rinunciare al proprio ruolo di consigliere. Questa sì che sarebbe una notizia. Che nessuno probabilmente scriverà.
Bellocchio e Calcagnini fanno paura. I due sono gli ultimi dei non eletti nella lista Pd. Se dovessero entrare andrebbero a rafforzare l’area Popolare.
Per l’altro gruppo Pd sarebbe una scelta impopolare.
Giuseppe Ferlicca
